metafisica: didattica e bullismo

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Il Ministro presenta il programma politico del suo dicastero Scarica il discorso integrale Il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Letizia Moratti, ha illustrato le linee programmatiche del Ministero alla Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati Roma, 18 luglio 2001, ore 14.30 .

I dati di una recente indagine dell'OCSE condotta nell'area dei paesi industriali denunciano, nonostante il basso numero di alunni per docente (un insegnante ogni dieci alunni contro la media OCSE di 1 su 15), il fatto che il 65,5% della popolazione adulta non supera il secondo livello alfabetico.

L'Italia risulta ventunesima nella preparazione scientifica dei suoi studenti e ventitreesima in quella matematica. Il costo per studente della scuola italiana è più alto del 15% rispetto alla media europea. Eppure, soltanto il 40% della popolazione adulta ha un diploma di scuola secondaria, contro il 61% della Francia e l'84% della Germania.

In Italia i laureati sono soltanto il 9% delle persone che lavorano mentre in Francia i laureati sono il 19% e in Germania il 22%. In Italia meno della metà di coloro che frequentano la scuola superiore finisce regolarmente gli studi, contro una media che nell'area dell'OCSE è vicina al 70%. I tassi di dispersione universitaria restano da noi i più alti d'Europa: in Italia si laureano 38,5 matricole su cento, contro le 81 dell'Inghilterra, le 72 della Germania e le 55 della Francia.

Le statistiche OCSE, come sapete, ci dicono che l'Italia, con il 36% di laureati sul totale degli iscritti all'università è l'ultimo dei paesi industriali in questa graduatoria. Negli ultimi 40 anni su quasi 10 milioni di giovani che si sono rivolti all'università per un livello di istruzione superiore, i laureati sono stati poco meno di 3 milioni. Cosa abbiamo trovato La situazione che ereditiamo nella scuola, nell'università e nella ricerca registra ancora un peso burocratico e opprimente dello Stato.

In particolare si continua a governare le scuole con una miriade di circolari e decreti.

Oggi siamo lontanissimi dall'avere i mezzi, i programmi, le strutture per formare i giovani in modo tale da consentire loro di affermarsi, realizzarsi in qualunque paese del mondo e contribuire al progresso generale. La gravità di questa situazione, che parte dai livelli primari di istruzione per estendersi sino alle frontiere più avanzate della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnica, è nota da tempo. L'Italia, proprio in virtù del suo più debole sistema educativo, formativo e di ricerca, è a rischio di decadenza, esclusione e marginalizzazione.

Quali sono i nostri valori Nell'istruzione, come in molti altri campi, lo Stato non può essere l'unico promotore del valore del capitale umano né essere custode esclusivo dei patrimoni di competenze tecnico scientifiche. Nell'istruzione lo Stato dovrà continuare a garantire unitariamente i principi di eguaglianza e di equità sociale, rafforzando il proprio ruolo di controllo ed indirizzo. Vivian Reding, responsabile del settore istruzione e cultura della Commissione Europea, ha recentemente riaffermato che è necessario adattare i sistemi educativi non solo alle esigenze delle economie ma anche soprattutto a quelle dello sviluppo, che per noi significa soprattutto sviluppo della persona nel contesto sociale.

La nostra azione sarà determinata da una visione nuova dei processi educativi e formativi che tenderà a coniugare le antiche contrapposizioni tra equità e competizione, tra valori di giustizia sociale e valori di merito, tra partecipazione e responsabilità; principi che non devono essere contrapposti ma vanno ricondotti a una visione unitaria e coerente: la solidarietà e l'eccellenza .

Diritto allo studio e diritto all'eccellenza, dunque. La giustizia educativa e la competitività sono entrambi principi fondanti di un progetto che punterà ad integrare le molteplicità dei poteri, delle funzioni e dei soggetti che operano nel mondo dell'istruzione e della formazione. La pari condizione tra le famiglie è un principio che in tutti gli altri paesi tutela da tempo il diritto a scegliere i percorsi educativi più attinenti ai valori individuali e agli obiettivi di realizzazione personale degli studenti e attiene al principio di un sistema integrato nelle sue componenti statali e non, per un reale passaggio dalla scuola di Stato alla scuola della società civile. Che cosa abbiamo già fatto Il Decreto legge che il Governo ha varato per l'avvio dell'anno scolastico costituisce un primo passo per avviare una non più procrastinabile inversione di tendenza secondo cui l'amministrazione deve recuperare la sua funzione di servizio rispetto alla organizzazione scolastica, ponendo al centro le esigenze dello studente e delle famiglie. La stessa sospensione dell'avvio della riforma dei cicli non è stata da noi voluta per bloccare il processo riformatore.

Al contrario, proprio da questo primo atto abbiamo voluto dimostrare che le riforme si fanno coinvolgendo gli attori principali del processo e, quindi, studenti, famiglie, insegnanti. Inoltre ho ottenuto già nella definizione del Documento di Programmazione Economica e Finanziaria, politiche di investimento che favoriscano un aumento della scolarizzazione, che migliorino la qualificazione professionale di giovani ed adulti, che valorizzino le risorse umane impegnate, che sostengano la ricerca. Vogliamo innescare un circolo virtuoso che consenta ai giovani di "sapere, saper fare, saper essere".

Vogliamo che i giovani si formino come persone e come cittadini per realizzare il loro progetto di vita. Qual è la nostra missione per la scuola italiana

1) 1)Un sistema democratico, aperto, trasparente Intendiamo ridefinire il ruolo dello stato centrale modificando l'assetto gestionale ancora fortemente statalista dell'Amministrazione. Serve un sistema organizzato su tre livelli: nazionale, regionale e dei singoli istituti, con un centro che indirizzi e governi, ma senza più compiti di gestione. Al centro va riservata la definizione dei curricoli nazionali, il cui contenuto dovrà rispecchiare la nostra cultura e la nostra tradizione, elementi essenziali per la costruzione e la conservazione dell'identità nazionale. I curricoli nazionali potranno essere integrati dalle regioni e dagli Istituti scolastici, e in questo modo sarà possibile l'apporto delle diversità e delle ricchezze regionali e locali.

2) Serve, altresì, un centro che valuti il funzionamento delle scuole e i livelli di apprendimento degli studenti. Occorre per questo un servizio nazionale di valutazione del sistema scolastico nel suo complesso, autonomo e indipendente, che definisca gli standard di qualità delle scuole e operi sui livelli finali di preparazione degli studenti, al fine di migliorarli costantemente ed in modo omogeneo nel Paese. Gli investimenti sulla docenza vanno concentrati sulla definizione di articolazioni delle funzioni, che si concretizzino nel riconoscimento di un diverso impegno professionale sia rispetto al tempo di lavoro sia in relazione all'arricchimento del profilo professionale con conseguenti riconoscimenti economici. In questo senso, anche alla luce della riforma della dirigenza scolastica, appare opportuno definire, tempestivamente, una separata area contrattuale per il personale docente ed un nuovo stato giuridico coerente con la piena attuazione dell'autonomia delle scuole. Si intende inoltre realizzare, nel confronto con le associazioni delle famiglie e con le organizzazioni sindacali di categoria, codici deontologici flessibili, che consentano alla categoria stessa di tutelare quella dignità che ad essa compete. Mezzi, strutture, risorse e personale vanno invece indirizzati direttamente agli istituti scolastici. A questo proposito costituiremo un Tavolo di semplificazione destinato a razionalizzare e sburocratizzare in maniera netta tutte le disposizioni di organizzazione interna alla struttura scolastica. Dobbiamo infatti superare l'attuale assetto dell'istruzione organizzato in chiave autoreferenziale. Una vera autonomia delle istituzioni scolastiche comporta, peraltro, che si prevedano al più presto organi di governo all'interno di ogni istituto. Il Governo si appresta a presentare alle Camere un disegno di legge di riforma degli organi collegiali di istituto, ispirato a garantire la presenza degli essenziali organi di governo, lasciando alla libertà dei singoli istituti di prevedere le forme di partecipazione e organizzazione ritenute più opportune. Rispetto, invece, agli organi collegiali territoriali si renderà necessaria una proroga alla loro costituzione, prevista per il prossimo primo settembre, per una indispensabile revisione che tenga conto sia della riforma federalista dello Stato, sia di un necessario cambiamento rispetto all'attuale struttura.

3) 2) I cicli Un gruppo di lavoro ristretto esaminerà di tutti i nodi più urgenti da sciogliere, in vista dell'organizzazione di una riunione più ampia che potremmo chiamare Stati generali dell'Istruzione, composti da rappresentanti delle famiglie, degli studenti, dei docenti e da tecnici che sulla base dei rapporti di sintesi, mi forniranno i concreti riscontri per un nuovo piano di attuazione della riforma degli ordinamenti e per le eventuali modifiche da apportare alla legge. Il gruppo di lavoro, presieduto dal prof. Giuseppe Bertagna dell'università di Bologna e Torino, è costituito dai professori Giorgio Chiosso dell'università di Torino, Michele Colasanto, Prorettore dell'Università Cattolica ed ex Presidente dell'ISFOL, Silvano Tagliagambe dell'università La Sapienza di Roma, Norberto Bottani, ex ricercatore OCSE e Direttore del Dipartimento Innovazione Educativa del Cantone di Ginevra e dal prof. Ferdinando Montuschi, titolare della Cattedra di Pedagogia speciale, Presidente della Formazione primaria della III Università di Roma. I punti cruciali da esaminare sembrano essere: - se e in quale modo considerare la frequenza della Scuola dell'infanzia triennale, che resta non obbligatoria e curricolarmente unitaria come possibile credito ai fini del soddisfacimento di almeno un anno dell'istruzione obbligatoria; - un'articolazione della scuola che valorizzi le specificità dell'età evolutive, della fanciullezza e della preadolescenza; - la possibilità di curricula della scuola secondaria in genere di elevata qualità con la possibilità di prevedere una specializzazione; - la natura pedagogica, l'identità curricolare e la fisionomia istituzionale di un percorso graduale e continuo di formazione professionale parallelo a quello scolastico ed universitario dai 14 ai 21 anni; - le modalità con cui dar corso ai punti precedenti avvalorando l'autonomia delle istituzioni scolastiche e dei centri per la formazione professionale, facendo sempre prevalere, sia sul piano delle verifiche, dell'apprendimento, sia su quello dell'obbligo formativo a 18 anni, i vincoli di risultato, su quelli procedurali.

4) 3) Gli insegnanti Si è consolidato, in questo modo, nella maggior parte del personale docente, un modello di lavoro a volte privo di significato, di natura impiegatizia non professionale. Gli investimenti sulla docenza vanno concentrati sulla definizione di articolazioni delle funzioni, che si concretizzino nel riconoscimento di un diverso impegno professionale sia rispetto al tempo di lavoro sia in relazione all'arricchimento del profilo professionale con conseguenti riconoscimenti economici. In questo senso, anche alla luce della riforma della dirigenza scolastica, appare opportuno definire, tempestivamente, una separata area contrattuale per il personale docente ed un nuovo stato giuridico coerente con la piena attuazione dell'autonomia delle scuole. Il Governo sarà attento, altresì, alla questione del primo contratto collettivo nazionale dei dirigenti scolastici che attendono il riconoscimento sul piano economico e giuridico delle nuove funzioni che ricoprono dal primo settembre 2000 all'interno dell' impianto autonomistico delle scuole. Bandiremo al più presto il primo concorso, dopo ormai dodici anni, per il reclutamento dei dirigenti scolastici. Uguale attenzione andrà posta alla valorizzazione dell'importante funzione del personale ausiliario, tecnico e amministrativo, che sta dando un notevole contributo al processo di riorganizzazione dell'amministrazione. Proposte per l'università La nostra azione si incentrerà sui tre seguenti obiettivi, indicati da tempo e mai realizzati:

5) Aumentare il numero dei laureati portandolo ai livelli europei; Fare in modo che vengano ridotti i tempi effettivi per il conseguimento dei titoli universitari; Garantire gli sbocchi professionali anche attraverso l'elevata qualità dei corsi. Il Governo intende, pertanto, sostenere le università che intendono attuare da subito la riforma, e, nello stesso tempo, dare a coloro che ne sentono l'esigenza la facoltà di differire l'inizio dei corsi di studio all'anno accademico 2003/2004. Una delle criticità del sistema universitario è quella delle risorse, in particolare per quanto riguarda il diritto allo studio, l'edilizia scolastica e i fondi per la ricerca . Il nostro sistema è finanziato per l'equivalente di 6.295 milioni di dollari, come risulta dai dati OCSE relativi all'anno 1998, spesa che è di molto inferiore a quella della Germania (9.481) e dell'Inghilterra (9.699). Invero, la riduzione delle previsioni di cassa ha comportato nel corso degli ultimi anni un incremento patologico della massa dei residui passivi e correlativamente una sostanziale riduzione della liquidità degli Atenei per far fronte agli impegni di competenza. Si rende pertanto necessario, al fine di restituire al sistema universitario la necessaria funzionalità, di operare un progressivo riallineamento tra le previsioni di competenza e la massa dei residui e quella di cassa. Il processo di completamento dell'autonomia universitaria, inoltre, attuato attraverso la riforma della complessiva offerta formativa, in linea con gli orientamenti europei, rende improcrastinabile un incremento del fondo di finanziamento ordinario. Quanto alla ricerca di base, gli attuali stanziamenti hanno subito negli ultimi tempi decurtazioni che rappresentano un ostacolo al suo rilancio. E' inoltre necessario l'avvio di azioni preordinate all'adeguamento delle strutture edilizie e delle correlate attrezzature didattiche e scientifiche, attraverso un rilancio della politica degli investimenti del settore dell'edilizia universitaria. Per assicurare il concreto raggiungimento dei tre obiettivi prima indicati, va costantemente monitorata l'efficienza e l'efficacia della organizzazione e della didattica. A tal fine, centrale è il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario, che va potenziato e rafforzato. La valutazione dovrà inoltre comprendere la definizione di una griglia di requisiti minimi che una istituzione universitaria deve possedere per offrire una formazione nelle diverse classi di corsi di laurea. La definizione di tali requisiti minimi consentirà di correlare l'offerta formativa alle reali esigenze e di pervenire ad un sistema di accreditamento dei corsi, necessario per qualificare l'offerta formativa stessa. Occorre quindi superare decisamente il sistema dei controlli preventivi di tipo burocratico, attualmente affidati alla struttura centrale del Ministero e il CUN che rappresentano un forte vincolo all'esercizio effettivo dell'autonomia e conservano rigidità con essa non coerenti proprio con l'aspetto più delicato ed importante, che è quello della definizione dei processi formativi. Le risorse andranno complessivamente incrementate, come prima ho chiarito, ma in modo strettamente finalizzato al perseguimento degli obiettivi essenziali. Sembra inoltre necessaria una riflessione sui docenti, che affronti i temi della qualità della ricerca e dell'insegnamento e della relativa valutazione. Essenziale è il tema del reclutamento, che va disciplinato in termini tali da consentire agli atenei di scegliere docenti di qualità. Sembra opportuno in ogni caso, in considerazione della inefficacia dei meccanismi dei concorsi recentemente riformati, segnalata dagli atenei, provvedere ad una urgente azione di rettifica normativa recuperando il sistema del vincitore unico in luogo del vigente sistema dei due candidati idonei. Una vera politica del diritto allo studio deve preoccuparsi non solo di sostenere economicamente gli studenti privi di mezzi, ma anche di valorizzare i talenti migliori, indirizzandoli verso le università migliori. Le nostre università devono inoltre saper attrarre i migliori studenti stranieri. A questo fine sono essenziali le politiche di mobilità degli studenti sia tra le università italiane, sia e soprattutto tra le nostre università e quelle europee, come avviene già nei maggiori paesi dell'Unione. Valga per tutti l'esempio delle università olandesi, che scambiano stabilmente metà dei propri studenti con quelli di differenti atenei europei. Più ancora, è alla internazionalizzazione complessiva delle nostre università che occorre dare massimo impegno e attenzione, creando condizioni che favoriscano gli scambi e i periodi all'estero, oltre che degli studenti, anche dei professori e dei ricercatori. Proposte per la ricerca Per superare l'attuale insoddisfacente situazione, il Governo intende porre in essere una molteplicità delle azioni, che riguarderanno tutto l'articolato e complesso arco del settore della ricerca. Tali azioni, pur variamente posizionate nel tempo, verranno opportunamente coordinate tra di loro, nella visione del settore come macrosistema integrato. In particolare: · la spesa pubblica in ricerca verrà gradualmente elevata nel quinquennio fino ad essere portata al livello degli altri grandi Paesi europei (1% del PIL); tale elevazione consentirà ai nostri ricercatori di sfruttare pienamente le risorse messe a disposizione nell'ambito del VI Programma Quadro di ricerca dell'Unione Europea, risorse come è noto condizionate da pari cofinanziamenti nazionali; · verrà in generale potenziata nel comparto pubblico la funzione di committente della ricerca o, se si preferisce, la funzione di agenzia; dove possibile, tale funzione verrà allargata ai compiti di tutoraggio on-line dello svolgimento della ricerca e di verifica dell'utilizzazione dei risultati di ricerca successivamente alla sua conclusione; in quest'ambito sarà effettuata una seria e generale analisi delle attuali destinazioni dei fondi di ricerca pubblici, onde verificarne l'opportunità e la validità; · verranno introdotti nelle disposizioni che regolano l'accesso ai fondi pubblici e la loro gestione tutte le innovazioni necessarie a semplificare e velocizzare gli adempimenti burocratici, nonché ad ottimizzare l'utilizzo degli investimenti disponibili, attrarre gli investimenti privati, rendere più imprenditoriale la ricerca e accrescere infine la ricaduta economica e sociale della ricerca; · verranno poste in essere o facilitate tutte le iniziative necessarie per la rivitalizzazione della ricerca finanziata dalle imprese private; è questo il punto nettamente più deficitario e critico del settore della ricerca italiana e quello in cui è più urgente e difficile catalizzare con l'intervento pubblico un deciso cambiamento; un tipo di iniziativa che il Governo ritiene molto interessante (anche per il successo che ha già avuto all'estero) è quello del consorzio specialistico avente la funzione di incubatore di idee innovative nel campo specialistico scelto, in modo da facilitarne la valorizzazione industriale, consorzio che dovrebbe essere compartecipato da università o altri enti pubblici, grandi aziende italiane e multinazionali e società di venture capitalhigh tech in un dato settore, dall'altro da debole coordinamento tra tali iniziative, è quella del distretto high tech, che sappia promuovere attraverso una adeguata leadership ; un altro tipo di iniziativa ritenuta interessante nelle situazioni territoriali caratterizzate da un lato da ricchezza di iniziative un'aggregazione forte tra tutti gli attori interessati finalizzata alla realizzazione di un numero limitato di progetti importanti; · sia nella gestione della ricerca a finanziamento pubblico, sia nella promozione di iniziative di ricerca a finanziamento principalmente privato, il Governo faciliterà il più possibile l'instaurarsi tra pubblico e privato di collaborazioni, sinergie, trasferimenti di conoscenze e di ricercatori, ritenendo che l'eccessiva separazione tra pubblico e privato sia una delle attuali più gravi carenze della nostra organizzazione della ricerca rispetto a quelle degli altri Paesi industriali. Con tutte le azioni che il Governo porrà in essere nel quinquennio, la spesa complessiva italiana in ricerca e sviluppo si allineerà agli standard quantitativi e qualitativi dei principali paesi europei (2% del PIL), venendo così a corrispondere agli indirizzi formulati dal Parlamento Europeo.

Il vero problema della scuola media Inferiore superiore è quello del bullismo,

OVVERO quell’atteggiamento vandalico di non voler far nulla (mancanza di motivazioni) di fronte all’offerta formativa e di voler essere volgare, chiassoso e maleducato, violando il diritto degli altri alunni di poter studiare e di crescere in un clima che sia consono alla dignità umana.

Tutte le scuole della periferia (medie, professionali e tecnici), sono allo sbando, a motivo di una criminale ideologia che pervade il ministero della pubblica distruzione e gran parte del mondo della scuola. Questa ideologia può essere così sintetizzata: “vietato punire, vietato bocciare!” – “non è scritto su nessun libro che la bocciatura è un elemento positivo!”

Ma quando si boccia o respinge la promozione di un alunno, non lo si intende bocciare sul piano della dignità di persona, ma solo riguardo alla sua applicazione all’attività didattica.

Attualmente, questa ideologia criminale delle coscienze e distruttrice delle dignità di docenti e discenti che tiene la scuola in ostaggio del bullismo si giustifica: “è meglio che il ragazzo sta a scuola e non che sta in mezzo alla strada! Che farà questo ragazzo in mezzo alla strada?”

Viene calpestata la Giustizia, il senso di equità,

le relazioni: lavoro-guadagno e sacrificio-compenso o impegno gratificazione, ecc.. Tutte condizioni altamente formative della coscienza evolutiva adolescenziale.

Per questo si gettano nello sconforto e nel fatalismo milioni di coscienze che si dovranno aprire naturalmente alla corruzione, al clientelismo e alla incapacità di assolvere i compiti sociali come futuri cittadini!

La scuola italiana sta uccidendo le future generazioni e sta gettando in una crisi profonda la categoria degli insegnanti.

NON CI Può ESSERE PROMOZIONE SENZA MERITO!

Questo in teoria viene affermato anche adesso, ma per non perdere alunni e per non perdere posti di lavoro tutte le scuole fanno “carte” false, mentre i docenti che vogliono svolgere quell’indispensabile ruolo moralizzatore ed educativo vengono messi in minorità dalle Presidenze, dai loro lacchè e dai sparati in fonte di quella ideologia criminale di cui sopra si accennava.

PROPOSTA:

Anche in corso anno scolastico, il Consiglio di Classe, potrà inviare un alunno ad un percorso alternativo, caratterizzato da un profilo pratico professionale. Mentre su richiesta dello stesso alunno, e dopo aver frequentato un concorso abilitante, la scuola deciderà a quale classe iscriverlo a prescindere dal titolo di studio posseduto, perché l’inserimento in una situazione didatticamente inadeguata lo riporterebbe alla marginalizzazione.


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tutto è per Lui o contro di Lui = " A e W "

Tu da che parte stai?

Cosa di te sarà evidente quando il Signore tornerà?

Infatti, Lui, riguardo a te, sta per tornare molto prima di quello che puoi pensare!
Lorenzo Scarola rappresentante di JHWH è disponibile per costruire il terzo tempio ebraico.


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Lorenzo Scarola approfitta della presente per salutare TUTTI simpaticamente: "Pace e Gioia!"!
Lorenzo Scarola è il creatore della prima moneta internazionale l'AURO o AURITO di proprietà del portatore

Lorenzo Scarola ordina con effetto immediato, nel nome e per il sangue di Gesù Cristo, tutto il bene e tutto il male, secondo quello che ognuno avrà meritato:
"Questo darà ancora, per l'ultima volta, spazio a una SPERANZA politica, prima che il SIGNORE ritorni".

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Lorenzo Scarola rappresentante di JHWH è disponibile per costruire il terzo Tempio Ebraico sul Monte degli Ulivi come è già stato annunciato dai profeti.
Questo Tempio aprirà il più bel periodo di pace, prosperità e "risveglio" che il genere umano abbia mai conosciuto, insomma si tratta dell'ultima fase del genere umano dedicata allo Spirito Santo.

Lorenzo Scarola dedica questo lavoro al suo Dio Spirito Santo.

  • 1- saluto Nicolò Bellia e all'antropocrazia.

  • 2- saluto tutti gli uomini di "buona volontà"

  • 3- saluto tutti i servitori di Dio

  • 4- saluto tutti i figli di Dio

lorenzo.scarola@istruzione.it

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"Insomma, Dio per tutta l'Eternità non vuole essere lodato e ringraziato per poco, ma per molto, molto e moltissimo!
Non neghiamogli questa felicità, diamogli la possibilità di poter operare prodigi in noi."
by lorenzo scarola
Gloria a Dio per sempre!
A te, caro fratello mio, pace
da Lorenzo Scarola,
ore serali 3205708054
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lorenzo scarola, Giacinto Auriti, Gesù di Betlemme e il futuro del genere umano
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il vero volto dell'istituzione

Il signoraggio bancario è il nostro

più alto simbolo istituzionale OCCULTATO disonestamente e criminosamente al popolo, questo è il VERO motivo di tutti i MALI che affliggono la nostra falsa democrazia venduta dai massoni ai banchieri ebrei dal suo sorgere.

Pertanto, tutto il Pianeta è fondato sull'immoralità ideologica quanto economica.

Questo è il più grave Delitto di LESA Maestà e violazione criminale dei principi Costituzionali di base.

Per questo, adesso si cerca di manipolare anche la Costituzione unico nostro baluardo al diritto già criminalizzato.






Nota: REVISIONISMO STORICO

Il problema dei nostri giorni non è quello della complessità e che bisogna studiare molto e moltissimo per poter capire qualcosa.
Ma che bisogna saper cercare nella contro-informazione quelle fonti "genuine" che non ci facciano cadere nella "fosso" del depistaggio.
Una schiera sterminata di "mangia pagnotte S.p.A.", ovvero di: funzionari, massoni, politici e di docenti universitari collaborazionisti del signoraggio bancario, ora hanno reso davvero difficile, non solo la comprensione reale della storia nei suoi avvenimenti, ma anche e soprattutto, rendono incomprensibile la stessa realtà che ci circonda.


Allora, veniamo al dunque:
"sei disposto a sacrificare la vita come me, oppure preferisci dare un contributo economico? Oppure, appartieni al popolo dei vigliacchi e preferisci nasconderti e fuggire dalle tue responsabilità? In questo caso degradante e vergognoso, come potrai sfuggire alle mie maledizioni? E comunque ti parlo così perché sei gia nella trappola di
"Questo sistema criminale e parassitario del fondo monetario internazionale di Ali Baba e dei suoi 40 ladroni di Banchieri Ebrei S.p.A., questi non solo non vi concederanno alcuna speranza, ma vi stanno gia portando al disastro totale NUCLEARE! SVEGLIATI BAMBOCCIONE!"

IBAN : IT33E0358901600010570347584,(non detraibili e non deducibili)
Reagite per voi stessi e per i vostri figli!
Quanto a me, io sono solo un contadino, che ha molti figli dal polo Sud al polo Nord e per questo deve MOLTO zappare, MOLTO seminare e Molto faticare per sfamarli tutti, perché a nessuno di loro venga negato il diritto alla VITA!