metafisica: Omosessualità: destino o scelta?

“Quando voi piangerete il mondo si rallegrerà...

… ma la vostra afflizione si muterà in gioia e il mondo rimarrà turbato!” (Gv. 15)

Omosessualità: destino o scelta?

Gli attivisti omosessuali vorrebbero far credere che l'omosessualità non è una scelta ma una

caratteristica genetica; pertanto non sarebbe possibile cambiare il proprio destino di gay

o lesbiche.

Ma ecco due testimonianze che spiegano come si possa uscire dal trauma e come si possa diventare omosessuale e come se ne possa uscire.

Nome: David Davis

Età: 38 anni

Luogo di residenza: Boone, North Carolina (Stati Uniti)

Quattro anni e mezzo vissuti nello stile di vita omosessuale

Stato Civile: Sposato con Freida, 5 figli.

La mia prima infanzia fu caratterizzata dalla scena di mio padre che rincasava ubriaco e distruggeva il mobilio. Mamma, i miei fratelli e le mie sorelle più grandi e io stavamo da un vicino di casa finché non tornava sobrio. Quando avevo 8 anni fu sul punto di morire per un aneurisma al cervello e trascorse i successivi sei anni in un ospedale della Virginia. Ciò pose fine a ogni mia speranza di sviluppare una relazione con lui.

All'incirca in quel periodo ero il compagno abituale di due miei coetanei nel nostro vicinato di Atlanta e cominciammo a sperimentare il sesso l'uno con l'altro. Sebbene, la mia famiglia

non frequentasse la chiesa, la mia coscienza mi tormentava. Ero troppo giovane per capire ciò che stava succedendo, ma la nostra attività mi introdusse a un comportamento omosessuale.

Mia madre lavorava per mantenere la famiglia e stava quindi molto tempo fuori casa. Era preoccupata per il fatto che io non avessi una figura patema, quindi mi mandò a vivere con mia sorella maggiore e suo marito che abitavano nella zona del Canale di Panama.

La cosa mi rendeva felice, ma mio cognato aveva pure lui un problema con l'alcool. Una sera arrivò persino a schiaffeggiare e a strangolare mia sorella di fronte a me e al loro figlio di due anni. Ero spaventato a morte. Poi, improvvisamente, la buttò da un lato e uscì di casa.

Ebbi due reazioni emotive. Innanzi tutto decisi che non mi sarei mai fidato degli adulti. Mi odiai per essere maschio, pensando che la stessa collera che avevo visto in mio padre e in mio cognato fosse anche in me.

Tomai a casa poco dopo quell'episodio. Quando entrai nella pubertà avevo forti desideri omosessuali, ma non li soddisfeci perché avevo cominciato ad andare in chiesa.

Per tutta la durata della scuola superiore e durante il primo anno di college pregai perché Dio mi liberasse dagli stimoli, ma egli non lo fece e non potei più conciliare il cristianesimo con l'omosessualità. Così lasciai la chiesa e il college e raggiunsi la comunità omosessuale di San Francisco. Era il 1975 e avevo 19 anni.

Dipendenza chiama dipendenza

Quando presi a frequentare la i locali gay volli iniziare una relazione. Ma non servì a riempire il vuoto nel mio cuore e mi rivolsi quindi alle droghe e all'alcool.

Restai in California per sei mesi, dopodiché mi recai in altre grandi città. Infine approdai

nella Georgia rurale, dove presi a lavorare in un grande magazzino nel tentativo di lasciarmi il passato alle spalle. Lì un pastore mi invitò in chiesa dove, in occasioni diverse, due uomini mi invitarono fuori per abusare di me. Erano entrambi sposati e, a quanto pareva, cristiani di tutto rispetto.

Ciò mi fece sentire giustificato nel mio stile di vita. Almeno, pensavo, io ho vissuto più onestamente.

Toccato dall'amore di Dio

Nel 1978 l'abuso di alcool e di droga si aggravò. Cominciai allora a cercare risposte nella Bibbia. Sebbene non capissi la maggior parte dei versetti, leggerla mi dava pace e mi dava pace anche il desiderio di trovare persone che davvero credessero nel suo messaggio.

Alcuni mesi dopo lasciai la Georgia e finalmente giunsi a Boone, N.C. Vi arrivai con uno zaino e 60 dollari. Affittai una stanza per una settimana, senza l'intenzione di restarvi, ma trovai immediatamente lavoro. Dopo diversi mesi solitari andai a un concerto organizzato da una chiesa locale.

L'uomo che mi accolse alla porta mi strinse la mano, mi guardò negli occhi e mi diede il benvenuto. Pensai: Quest'uomo conosce l'amore di Dio.

A toccarmi quella sera non furono solo le parole delle canzoni, ma anche lo spirito delle persone. Quando tomai nella mia stanza gettai la marijuana giù per il water e dissi: "Va bene. Dio, voglio essere pulito e voglio conoscerti. Che faccio adesso?"

La domenica seguente mi recai in quella piccola chiesa e di nuovo fui accolto con grande cordialità. Nelle due settimane seguenti andai a ogni riunione che aveva luogo al Centro Cristiano Watauga e ascoltai e osservai con molta attenzione. Dopo un po' mi recai persino dal pastore e gli confessai timoroso la mia omosessualità.

Con mia grande sorpresa lui non mi condannò, ma rispose alle mie domande sul Signore. Mi aiutò anche a comprendere che la mia omosessualità era un comportamento indotto e che potevo scegliere di abbandonarlo.

Poi mi aiutò a impegnarmi con l'Unico che poteva soddisfare le necessità del mio cuore. I mesi che seguirono furono l'inizio di una meravigliosa avventura che mi portò a prendere piena coscienza dell'amabile benevolenza della congregazione nei miei confronti. Cominciai anche a capire che le persone nella chiesa hanno bisogno di incoraggiamento per aiutare coloro che combattono con la propria omosessualità. So che il carattere emotivo del comportamento omosessuale ha le sue radici nell'odio di sé e nell'opprimente sensazione di essere diversi dagli eterosessuali e, quindi, non in grado di stabilire relazioni con essi.

Ma mentre ero fiducioso quando aiutavo gli altri a capire l'omosessualità, mi preoccupava la mia assoluta incapacità di invitare donne a uscire con me. Pregai: "Signore, io non lo so fare.

Allora, per favore, fai venire da me colei che tu vuoi che sia mia moglie. E rendimi perfettamente chiaro chi è".

Quell'anno al Centro Cristiano Watauga ascoltai e osservai con molta attenzione lo studio della Parola di Dio. Dopo un po' mi recai persino dal pastore e gli confessai timoroso la mia omosessualità. Con mia grande sorpresa lui non mi condannò, ma rispose alle mie domande sul Signore. Mi aiutò anche a comprendere che la mia omosessualità era un comportamento indotto e che potevo scegliere di abbandonarlo.

Poi mi aiutò a impegnarmi con l'Unico che poteva soddisfare le necessità del mio cuore. I mesi che seguirono furono l'inizio di una meravigliosa avventura che mi portò a prendere piena coscienza dell'amabile benevolenza della congregazione nei miei confronti. Cominciai anche a capire che le persone nella chiesa hanno bisogno di incoraggiamento per aiutare coloro che combattono con la propria omosessualità. So che il carattere emotivo del comportamento omosessuale ha le sue radici nell'odio di sé e nell'opprimente sensazione di essere diversi dagli eterosessuali e, quindi, non in grado di stabilire relazioni con essi.

Finalmente una donna

Ma, mentre ero fiducioso quando aiutavo gli altri a capire l'omosessualità, mi preoccupava la mia assoluta incapacità di invitare donne a uscire con me. Pregai: "Signore, io non lo so fare. Allora, per favore, fai venire da me colei che tu vuoi che sia mia moglie. E rendimi perfettamente chiaro chi è". Freida, un'insegnante, e io lavoravamo in una casa di cura cristiana e facemmo presto conoscenza.

Dopo aver molto pregato le chiesi di uscire con me. Quattro mesi dopo ci sposammo.

Freida, un'insegnante, ed io lavoravamo in una casa di cura cristiana e facemmo presto conoscenza. Dopo aver molto pregato le chiesi di uscire con me. Quattro mesi dopo ci sposammo.

Quest'anno ricorre il nostro tredicesimo anniversario di matrimonio.

Abbiamo cinque splendidi bambini la cui età varia dai 4 agli 11 anni e che ogni giorno mi ricordano la gioia che non avrei mai conosciuto se avessi continuato a credere alla menzogna che gli omosessuali non possono cambiare. Gloria a Dio perché invece possono farlo! Io sono una prova di ciò.

Nome: Vera Plechash

Età: 38 anni

Luogo di residenza: Cary, North Carolina (Stati Uniti)

Nello stile di vita lisbica 5 anni.

Stato Civile: Nubile

Sono cresciuta in un piccolo sobborgo di Chicago. I miei genitori erano immigrati: papa era croato e mamma tedesca. Durante la seconda guerra mondiale mio padre fu fatto prigioniero dai tedeschi e tenuto in un campo di prigionia per quattro anni. Riuscì a sopravvivere, ma l'esperienza lo aveva sconvolto. Divenne un alcolista che portava il terrore in casa nostra con la sua violenza, di solito in mezzo alla notte. Spesso mi recavo a scuola con pochissimo sonno alle spalle, col cuore incredibilmente ferito e adirato.

Fuga da casa

Non vedendo l'ora di lasciare casa dei miei, mi diplomai molto presto e partii per il college. Non avevo che 17 anni.

Dopo un anno finirono i soldi, così lasciai la scuola. Per rimanere indipendente mi arruolai nell'aeronautica. Al corso di addestramento di base incontrai una ragazza estroversa e simpatica e diventammo presto amiche strette. Eravamo di guarnigione nella stessa base, così decidemmo di prendere una stanza insieme fuori della base. Un giorno venne a casa e mi disse di essere omosessuale. Un'altra donna alla base aveva iniziato una relazione fisica con lei. Ebbi un impeto di confusione e di nausea, perché non riuscivo a capire come potessi sentirmi così vicina a una lesbica.

Tra rifiuto e attrazione

Trascorsi i due giorni seguenti cercando di dimostrare a me stessa che ero "normale". Ebbi una serie di relazioni sessuali con uomini, ma nessuna di esse soddisfece la mia fame d'amore. Allora cominciai a frequentare un locale per omosessuali, dapprima spinta dalla curiosità, poi per soddisfare il mio ardente desiderio di un'anima gemella. Non mi ci volle molto per trovarla.

Incontrai una giovane incredibilmente bella e iniziammo una relazione durata diversi anni. Alla fine ci separammo, ma io non potevo più fare a meno dello stile di vita omosessuale.

Penso che tutte le relazioni omosessuali siano una forma di dipendenza. Non solo si è intrappolati emotivamente e fisicamente, ma anche economicamente e socialmente.

Mi diventò quasi impossibile liberarmi. Tutti i miei amici facevano parte del mondo omosessuale e mi offrivano molto sostegno. E' davvero una rete di dipendenze.

Accolta a breccia aperte

Mi recai in Alabama per terminare il college e abitavo vicino a una donna di nome Jeanette Busler. Era una donna del sud calda e affascinante cui piaceva cucinare, ridere e "prendersi una pausa". Sapeva esattamente che cos'ero ma non smetteva di invitarmi in chiesa e

mi accettò nella sua famiglia. Mi invitava a tutte le feste di diploma e di laurea, ai compleanni e alle celebrazioni natalizie, e perfino ai funerali, della sua grande famiglia allargata.

Suo fratello, Edmond Blow, era pastore di una piccola chiesa. Era un anziano predicatore di campagna che probabilmente conosceva a memoria tre quarti della Bibbia, ma ciò che più mi colpì fu il suo irresistibile amore.

Una volta lui e sua moglie Vermelle mi invitarono nella loro casa dal tetto di latta per un caffè e una ricca torta. Il pastore aprì la Bibbia e mi mostrò con molta precisione chi era Gesù e che cosa avrei dovuto fare per essere salvata. Accettai Cristo immediatamente. Ero

così entusiasta. Mi ricordo che di ritorno a casa ero eccitatissima per aver sperimentato il tocco di Gesù Cristo.

Dio aveva scelto proprio il momento giusto, perché al tempo ero momentaneamente libera da relazioni lesbiche. Tutto questo accadde 15 anni fa. Il mio processo di guarigione ha comportato alti e bassi, ma non si è mai arrestato.

Quando lasciai la chiesa del pastore Blow iniziai un lungo decennio di solitudine. Dove andai a vivere non c'erano gruppi di sostegno cristiani per ex omosessuali e la chiesa che frequentavo era piena di persone indaffarate e distanti. Era difficile conciliare la facilità con

cui si trovavano amici nella comunità omosessuale con la relativa difficoltà che avevo in chiesa. Umanamente parlando, niente mi tratteneva in quelle chiese. Penso che Dio abbia usato quel periodo per mettere alla prova il mio impegno e la mia decisione di rinunciare

al peccato sessuale. Fu solo Gesù a incoraggiarmi, a darmi forza e a camminare con me. Inciampavo, ma lui mi risollevava sempre.

Sin dall'inizio del mio cammino cristiano mi convinsi che Dio non approva l'omosessualità. Chiedendo in preghiera la guida di Dio studiai la Bibbia da sola.

Scoprii che, Dio ha stabilito che l'intimità sessuale debba avere luogo esclusivamente nel matrimonio.

E il solo matrimonio che egli approva è quello tra un uomo e una donna.

Sebbene, sia arrivata a essere contenta del mio stato di nubile, lascio il futuro a Dio.

Le radici dei sentimenti omosessuali sono da ricercarsi nell'infanzia di una persona. Per quanto mi riguarda, credo che ebbero origine da una voglia insoddisfatta di amore materno nella mia prima infanzia. Ma non penso che l'omosessualità sia genetica. Penso che nessun comportamento esterno sia genetico.

Dio non cambiò i miei geni.

Egli cambiò i miei desideri e il mio cuore. Egli soddisfò la mia fame e guarì le ferite della mia infanzia.

Credo che molti omosessuali cerchino disperatamente Dio. Bramano amore e accettazione genuini, ma spesso non li riconoscono nei discepoli di Gesù. La Bibbia afferma che tutti sapranno che siamo suoi discepoli se ci amiamo l'un l'altro (Giovanni 13:35). Il contatto personale ha funzionato con me e so che funzionerebbe con un'infinità di altre persone.

Il combattimento continua

“DUE DI ME” di DAVID WILKERSON Casella Postale – 21030 Marchirolo (Varese)

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“Senza compromessi contro lo stile di vita omosessuale, ma allo

stesso tempo è un canto di speranza per chi cerca liberazione!”

Di tutti i combattimenti tra le due nature, il dilemma omosessuale è uno dei più complessi, anche se la maggior parte degli omosessuali non guarda la propria preferenza sessuale come a un problema che ne controlli la vita. Per loro, l'omosessualità è una cosa normale e si offendono per qualsiasi allusione all'agonia conseguente al loro stile di vita. Molti si vantano di non avere più alcun senso di colpa e sono orgogliosi di essere omosessuali. Affermano che solo gli omosessuali confusi e paranoici vorrebbero uscirne fuori.

Ciò nonostante, la comunità degli omosessuali non sa spiegare come mai un crescente numero di omosessuali riconosca ora che la propria omosessualità conduce a lotte che ne distruggono la mente.

Il forte alcolismo, l'alta percentuale di suicidi e la continua psicanalisi sono indizi che lasciano intendere che il combattimento fra le due nature sta ancora infuriando nei cuori e nelle menti degli omosessuali.

STUDIO PER APPROFONDIRE IL FENOMENO!


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Dio si nasconde, perché gode di essere trovato:
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tutto è per Lui o contro di Lui = " A e W "

Tu da che parte stai?

Cosa di te sarà evidente quando il Signore tornerà?

Infatti, Lui, riguardo a te, sta per tornare molto prima di quello che puoi pensare!

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Lorenzo Scarola approfitta della presente per salutare TUTTI simpaticamente: "Pace e Gioia!"!
Lorenzo Scarola è il creatore della prima moneta internazionale l'AURO o AURITO di proprietà del portatore

Lorenzo Scarola ordina con effetto immediato, nel nome e per il sangue di Gesù Cristo, tutto il bene e tutto il male, secondo quello che ognuno avrà meritato:
"Questo darà ancora, per l'ultima volta, spazio a una SPERANZA politica, prima che il SIGNORE ritorni".

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Lorenzo Scarola rappresentante di JHWH è disponibile per costruire il terzo Tempio Ebraico sul Monte degli Ulivi come è già stato annunciato dai profeti.
Questo Tempio aprirà il più bel periodo di pace, prosperità e "risveglio" che il genere umano abbia mai conosciuto, insomma si tratta dell'ultima fase del genere umano dedicata allo Spirito Santo.

Lorenzo Scarola dedica questo lavoro al suo Dio Spirito Santo.

  • 1- saluto Nicolò Bellia e all'antropocrazia.

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"Insomma, Dio per tutta l'Eternità non vuole essere lodato e ringraziato per poco, ma per molto, molto e moltissimo!
Non neghiamogli questa felicità, diamogli la possibilità di poter operare prodigi in noi."
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Gloria a Dio per sempre!
A te, caro fratello mio, pace
da Lorenzo Scarola,
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lorenzo scarola, Giacinto Auriti, Gesù di Betlemme e il futuro del genere umano
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il vero volto dell'istituzione

Il signoraggio bancario è il nostro

più alto simbolo istituzionale OCCULTATO disonestamente e criminosamente al popolo, questo è il VERO motivo di tutti i MALI che affliggono la nostra falsa democrazia venduta dai massoni ai banchieri ebrei dal suo sorgere.

Pertanto, tutto il Pianeta è fondato sull'immoralità ideologica quanto economica.

Questo è il più grave Delitto di LESA Maestà e violazione criminale dei principi Costituzionali di base.

Per questo, adesso si cerca di manipolare anche la Costituzione unico nostro baluardo al diritto già criminalizzato.






Nota: REVISIONISMO STORICO

Il problema dei nostri giorni non è quello della complessità e che bisogna studiare molto e moltissimo per poter capire qualcosa.
Ma che bisogna saper cercare nella contro-informazione quelle fonti "genuine" che non ci facciano cadere nella "fosso" del depistaggio.
Una schiera sterminata di "mangia pagnotte S.p.A.", ovvero di: funzionari, massoni, politici e di docenti universitari collaborazionisti del signoraggio bancario, ora hanno reso davvero difficile, non solo la comprensione reale della storia nei suoi avvenimenti, ma anche e soprattutto, rendono incomprensibile la stessa realtà che ci circonda.


Allora, veniamo al dunque:
"sei disposto a sacrificare la vita come me, oppure preferisci dare un contributo economico? Oppure, appartieni al popolo dei vigliacchi e preferisci nasconderti e fuggire dalle tue responsabilità? In questo caso degradante e vergognoso, come potrai sfuggire alle mie maledizioni? E comunque ti parlo così perché sei gia nella trappola di
"Questo sistema criminale e parassitario del fondo monetario internazionale di Ali Baba e dei suoi 40 ladroni di Banchieri Ebrei S.p.A., questi non solo non vi concederanno alcuna speranza, ma vi stanno gia portando al disastro totale NUCLEARE! SVEGLIATI BAMBOCCIONE!"

IBAN : IT33E0358901600010570347584,(non detraibili e non deducibili)
Reagite per voi stessi e per i vostri figli!