teologia ABORTO amen

ABORTO

“Parlare della vita è difficile, come è difficile parlare di un qualsiasi mistero tanto grande e imperscrutabile.
Quante volte ci siamo soffermati, anche un solo attimo, a pensare che in realtà questa vita non può essere altro che un grande, immenso dono d’amore?
Altre volte, abbiamo considerato come, purtroppo, arbitri della vita si facciano spesso dei perversi o delle abiette ideologie di morte.
Perché accade tutto questo? O meglio, a quale libertà l’uomo si riferisce?
La vita è un dono e come tale va rispettata e donata a sua volta!
Tuttavia siamo costretti continuamente dal tragico destino di donare o la vita o la morte. E’ la tragedia o il fascino della nostra libertà. Viviamo nelle parole dì Colui che la Vita l’ha donata per Amore. Perché solo chi ama è credibile. La coscienza si pone ora di fronte ad un problema delicato come quello della soppressione di una vita innocente...” Dott.sa Lorella Lamonica [liberamente tratto e sintetizzato da L’urlo muto, Casa Mariana, Santuario Madonna del Buon Consiglio 83040 Frigento (AV)]

L’URLO MUTO.

Dalla relazione «The silent scream» del prof. Bernard Nathanon, un tempo direttore della clinica di New York in cui vennero praticati 60.000 aborti:
“... sono state (immagini) tutte riprese dal vero. Ora possiamo discernere l'agghiacciante urlo muto sul volto di questo bambino che si trova di fronte alla propria imminente distruzione... Mi chiamo Bernard Nathanson, sono un medico, specializzato in ostetricia e ginecologia e penso di avere una certa esperienza in questioni di aborto. Quando ero studente, nel '49, lo studio del feto in utero non esisteva come scienza. Ci insegnavano che il bambino non ancora nato, il feto, era un qualcosa nell'utero, ma se fosse davvero un essere umano oppure no e se quell'essere umano avesse delle qualità personali specifiche, era tutto sommato una questione di fede. Ma la storia non è più la stessa dopo gli anni 70, dopo che la “scienza del feto vivo” ha fatto irruzione nel mondo della medicina. Queste tecnologie, queste macchine e apparati, che ora usiamo quotidianamente, ci hanno convinto, al di là di ogni dubbio, che il bambino non ancora nato è effettivamente un essere umano, un membro della comunità umana, che non è per nulla diverso da ciascuno di noi. Adesso, per la prima volta, possediamo la tecnologia che ci permette di vedere l'aborto dal punto di vista della vittima. Le immagini ad ultrasuoni ci hanno permesso di osservare questo fatto e così, per la prima volta, guarderemo un bambino mentre viene dilaniato, smembrato, disarticolato, stritolato e distrutto dai gelidi strumenti d'acciaio dell'aborzionista. Non ci sono cambiamenti rivoluzionari nella forma o nella sostanza di questa persona nel corso di questo stadio pre-natale del suo sviluppo. Questa personcina, a 12 settimane, è un essere umano completamente formato, perfettamente riconoscibile, ha delle onde cerebrali da già almeno 6 settimane, il cuore funziona da forse 8 settimane e tutte le sue altre funzioni umane sono indistinguibili dalle nostre».

La sedicesima edizione del «Williams_Obstctrics»,

scritto nell’80, è il testo fondamentale usato in tutte le facoltà di medicina, dice: «Per fortuna siamo entrati in un'era in cui il feto può, a giusto titolo, essere considerato e trattato come un nostro secondo paziente. Chi avrebbe mai immaginato, anche pochi anni fa, che avremmo potuto assistere il feto in quanto dottori?». L'etica e i precetti medici tradizionali ci ingiungono di non nuocere ai nostri pazienti. Ci dicono che abbiamo l'obbligo di preservare la loro vita.

L’URLO MUTO

Ora vediamo cosa succede con l'aborto a questo nostro secondo paziente. Ecco dunque il bambino non ancora nato di dodici settimane. nell'utero.
Quando l’aborzionista comincia l'operazione, in primo luogo introduce lo speculum nella vagina della paziente, poi lo apre per localizzare la cervice, cioè il collo dell'utero. Dopo aver trovato la cervice, l'aborzionista prende il tenaculum, e, facendolo passare attraverso lo speculum, aggancia il collo dell'utero chiudendo la tenaglia per afferrare saldamente la cervice. I dilatatori aprono la cervice. Poi introduce l’aspiratore; questo arnese verrà inserito attraverso la cervice dilatata nell'utero bucando il sacco che si trova attorno al bambino e lasciando uscire il liquido amniotico. Lo strumento viene poi in contatto diretto col bambino e con una pressione di circa 55 mm di mercurio comincerà a fare a pezzi il bambino. I brandelli del corpo vengono strappati via ad uno ad uno, finché rimangono soltanto dei lembi del corpo e la testa stessa. Questa è troppo grande per passare attraverso il tubo, per cui si dovrà introdurre il forcipe, l'aborzionista tenterà di afferrare la testa del bambino, che ora galleggia qua e là nell'utero, tra gli anelli di questo strumento. La testa viene poi stritolata e prima il contenuto e poi le ossa ne vengono asportati e l'aborto, a questo punto, è cosa fatta. Questo crimine orrendo è un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio. Abbiamo visto l'aspetto del bambino di dodici settimane sullo schermo degli ultrasuoni. Abbiamo anche visto l'esecuzione, passo a passo, un aborto a dodici settimane. Tenete presente che questo non è un aborto consueto, fatto in fase avanzata, ma uno dei quattromila e più che vengono effettuati quotidianamente negli Stati Uniti. Questo film è stato girato in una clinica per aborti. Il medico che ha operato era un giovane, alla sua giovane età aveva già praticato quasi diecimila aborti. Quando gli è stato richiesto d'essere presente al montaggio del film, è rimasto così orripilato da quello che aveva fatto, che è uscito per un momento dalla stanza, poi è rientrato dentro per terminare il montaggio, ma non ha mai più fatto aborti. La giovane donna che ha accettato di essere ripresa dalle immagini ad ultrasuoni a tempo reale era una femminista e del tutto favorevole all'aborto. Ma anche lei è rimata così commossa da quello che ha visto durante il montaggio che non ha mai più osato toccare l'argomento dell'aborto.
Vediamo ora il filmato vero e proprio: Ecco il cuore che batte nel petto del bambino. Il cuore ha circa 140 battiti al minuto. Possiamo vedere che il bambino si muove con una certa serenità nell'utero. Il bambino si muove piano, piano nel suo rifugio. L’aborzionista ora ha dilatato la cervice e sta introducendo la punta dell'aspiratore. Si noterà che man mano che la punta dell'aspiratore, si avvicina al bambino, questi se n’allontana e si muove in modo molto più violento e agitato.
Il bambino adesso si sta movendo in modo molto più deciso. La sua orientazione cambia ogni tanto. Ecco che indietreggia di nuovo. Ora la punta dell'aspiratore non ha ancora toccato il bambino benché questi sia estremamente agitato e si muova spasmodicamente.
Il bambino adesso si è spostato all'indietro, e si vede di profilo ed ecco di nuovo la punta dell'aspiratore che si sposta su e giù sullo schermo. La bocca del bambino adesso è aperta e la rivedremo fra un istante in un'inquadratura fissa. La punta dell'aspiratore che si vede muoverti violentemente avanti e indietro è lo strumentO mortifero che farà a pezzi il bambino e lo distruggerà. Solo dopo la rottura delle acque, dopo che il sacco è stato squarciato, la punta dell'aspiratore viene in contatto col bambino smembrandolo. Intanto vediamo la punta che si muove avanti e indietro, mentre l'aborzionista cerca il corpo del bambino. In quest'inquadratura fissa ecco di nuovo la bocca del bambino spalancata in un urlo muto: si tratta dell'urlo muto di un bambino minacciato di morte imminente. Adesso i battiti del cuore sono aumentati drammaticamente e i movimenti del bambino sono spasmodici: sente dì essere aggredito nel suo proprio rifugio. Si allontana, lo si vede spostarsi verso sinistra nell'utero in un tentativo, in un patetico tentativo, di sfuggire agli strumenti inesorabili di cui si serve l'aborzionista per mettere fine alla sua vita. Ora il cuore batte ancora più in fretta: circa 200 battiti al minuto. E non c'è dubbio che il bambino avverta il pericolo più mortale che si possa immaginare. La membrana è stata bucata e le acque sono uscite. Non si vede più la riserva di liquido che circondava il bambino. Ma ora che le acque se ne sono andate, la punta dell'aspiratore ha fatto presa sul corpo del bambino, che ora viene trascinato verso il basso dall'aspiratore dell'aborzionista tramite la pressione negativa che gli viene applicata, e il corpo viene ora sistematicamente portato via dalla testa. Gli arti inferiori sono già andati e si vede la punta dell'aspiratore apparire di tanto in tanto sullo schermo come un uragano di echi, mentre il bambino viene tirato a strattoni di qua e di là. Ora che la punta dell'aspiratore gli sta incollata addosso, l'aborzionista applica la trazione per staccare il corpo dalla testa, ecc...

Il bambino non è l'unica vittima, le donne sono anch'esse delle vittime.

Infatti ad esse, non viene mostrata la vera natura del bambino prima di nascere, non gli è stato fatto vedere come sia in realtà un aborto. Le donne, sempre più numerose, a centinaia, a migliaia, persino a decine di migliaia hanno avuto gli uteri perforati, infettati, distrutti, sono state sterilizzate e castrate. Il tutto in seguito ad un'operazione di cui non sapevano effettivamente nulla. Questo film ed altri film come questo devono entrare a far parte dell'informazione previa al consenso che ogni donna deve dare prima di sottomettersi ad una simile operazione. Accuso la «Lega nazionale per il diritto all'aborto», accuso il «Planning familiare» e gli altri complici dell'industria dell'aborto di aver fatto una cospirazione silenziosa per tenere le donne all'oscuro della vera natura dell'aborto. E sfido tutti questi procuratori di aborti a mostrare questo nastro-video in tempo reale, o uno simile a questo, a tutte le donne prima che esse acconsentano all'aborto. Sapete, credo di intendermi abbastanza di aborti, sono stato uno dei fondatori, nel '69, della N.A.R.A., cioè della «Lega nazionale per il diritto all'aborto». Per un periodo di due anni sono stato il direttore della più grossa clinica di aborti dell'occidente. Da allora si è formata una scienza dello studio del feto in utero che ci ha permesso di studiare il feto umano e questi studi hanno portato, senza eccezioni di sorta, alla conclusione che il bambino non ancora nato è un essere umano, indistinguibile da ciascuno di noi e facente parte integrante della società umana. Certo la distruzione di un essere umano vivente non è una soluzione a quello che in definitiva è un problema sociale e sono convinto che il ricorso a una tale violenza equivalga ad ammettere un impoverimento scientifico, peggio: etico. In qualche modo rifiuto di credere che gli americani, che hanno mandato degli uomini sulla luna, non trovino una soluzione migliore che il ricorso alla violenza. Sono convinto che sia nostro dovere, di tutti quanti, senza indugi, di dedicare tutti i nostri sforzi, senza posa, per trovare una soluzione migliore, una soluzione più umana, più giusta e più caritatevole, che tenga conto dei diritti improrogabili della vita umana. Per amore dell'umanità dobbiamo tutti, immediatamente, mettere fine a questo eccidio». Il pubblico americano è rimasto allibito dinanzi a quelle sequenze, anche se poi alcuni medici hanno contestato il documentario, affermando che un feto di 12 settimane non è in grado di sperimentare sensazioni di paura e di dolore. «Al più si può trattare di riflessi automatici» ha dichiarato un embriologo, al quale Nathanson ha replicato: «Anche il dolore è un riflesso. Non è certo un esercizio intellettuale». Quando il presidente Reagan lo ha visionato in una saletta, ha osservato: «Se ogni membro del Congresso potrà vedere questo film, sarà possibile mettere fine rapidamente per legge alla tragedia dell'aborto».
(Carlo Fiore «Aborto, Questione Aperta», Elle DICi,n.77) [liberamente tratto e sintetizzato da L’urlo muto, Casa Mariana, Santuario Madonna del Buon Consiglio 83040 Frigento (AV)]

Onora il figlio:

La Sacra Scrittura parla poco dell'aborto in quanto, questo è un peccato così manifestamente contro natura che ogni discorso dovrebbe essere inutile. S.Tommaso D'Aquino, nella Summa Teologica, si chiede come mai nella S. Scrittura ci sia solo il comandamento di onorare i genitori (IV com.), mentre non c'è per i genitori il comandamento di onorare i propri figli, e ne conclude che, essendo del tutto secondo natura questo amore, non c'era bisogno di un precetto positivo che lo codificasse. Persino le bestie infatti difendono fino all'estremo i loro cuccioli! Giovanni scrive: «Chi dice di essere nella luce e odia il suo fratello è ancora nelle tenebre »(1 Gv. 2,9). Che dire allora di chi, per egoismo toglie, estirpa e si fa assassino del proprio figlio? Non si può negare che molte volte gli abortisti hanno come retroterra culturale ideologie aberranti, quali quelle materialistica ed edonistica, vorrebbero celebrare la morte di Dio e quindi dell'uomo. Su tali ideologie si poggiano per commettere crimini orrendi quali l'aborto.
Scrive a esempio il Marchese de Sade (dal quale deriva il termine «sadismo»): “Non temere: l’infanticidio è un delitto immaginario, saremmo pur padroni di ciò che portiamo in grembo! (anche le femministe hanno uno slogan, sadico che si rifà a questo principio). Dunque distruggendo questa specie di materia non facciamo più male che a liberarci di un'altra, quando abbiamo bisogno di purgarci. »
(... L'uomo, immagine di Dio, per de Sade è dunque solo una specie di materia o sterco!)
-Eugenia: «Ma se il bambino fosse già formato?
-Saint-Ange: «Anche se fosse già nato saremmo sempre padroni di distruggerlo. Non c'è al mondo nessun diritto più certo e assoluto di quello delle madri sui loro figli..».
-Dolmancé: «E’ un diritto naturale incontestabile... che non si può imporre a nessuno di diventare madre o padre se non ne ha voglia... noi siamo, in poche parole, padroni di quel pezzo di carne, per animato che sia, non diversamente da come siano le unghie che tagliamo dalle nostre dita... perché siamo incontestabilmente possessori di tutto ciò che è in noi, fa parte di noi, emana da noi» (de Sade, La filosofia del boudoir, dialogo 3°).
C’è da rimanere allibiti e sconcertati dal progetto mostruoso e criminale di queste argomentazioni che per loro natura sono tipicamente diaboliche, ovvero agli antipodi del progetto naturale e soprannaturale dell’uomo quale identità e dignità umanizzata ed autocosciente della sua dignità. La libertà dell’uomo si perverte fino a divenire mostruosa, accetta la logica “dell’homo, homini lupus”, ossia nell’anarchico arbitrio di credere e di poter fare o non fare ciò che si vuole, ma nell’apertura totale di se a Dio Creatore o a quello che rappresenta:
il valore è l’ideale assoluto e trascendente.
Non si riescono però a capire varie tendenze della filosofia contemporanea, che ossessivamente affermano che solo negando Dio l'uomo può essere veramente libero. Alcuni di questi filosofi, scienziati, profeti, che si sono prodigati a celebrare la morte di Dio, non si sono mostrati né speculatori profondi né pensatori originali, ma piuttosto poveri uomini che dopo aver vissuto conflittualmente sono morti miseranente privi di speranza.

FETI E COSMETOLOGIA:

Questo è un capitolo raccapricciante, infamante e vergognoso, che la nostra generazione sta scrivendo nella storia dell'uomo. Mai, forse, come ora l'uomo sta vivendo, con stupefacente disinvoltura, la sua propria radicale abiezione, che viene spinta a tal punto da usare se stesso quale prodotto di cosmesi. Parallelamente si registra la nascita di vari movimenti quali quelli degli ecologisti e degli anti-vivisezionisti. Senza nulla togliere alla bontà di tali movimenti, non si può non considerare e ribadire vigorosamente che la vita stessa impone inequivocabilmente una gerarchia di valori che (rispecchia il disegno del Creatore e manifesta la divina dignità del creato) ponga l’uomo e la tutela della sua dignità, oggettivabile, all’apice di questa gerarchia.
Quando l'uomo, immagine di Dio, viene privato della sua dignità essenziale: la vita, non possiamo non alzare la voce e batterci affinché questo crimine abbia immediata punizione.
“Tutti noi sappiamo...”
Il 2 gennaio 1982 infatti, un parlamentare belga, Geyseling, in un intervento al Parlamento del suo Paese presentò la seguente denuncia:
« Tutti noi lo sappiamo: ci sono donne incinte che non desiderano il figlio, ma che vengono pagate per protrarre la loro gravidanza fino al sesto o addirittura al settimo mese in maniera da cedere il feto il più sviluppato possibile ai laboratori scientifici o alle industrie di cosmesi. Il commercio internazionale di feti è un dato di fatto ».
Commenta Giovanni Testori su «Il Corriere» del 21 agosto 1984: “Per debuttare con "tutti noi lo sappiamo", il deputato belga doveva essere sicuro dell'oscena omertà che, fin lì, aveva coperto di silenzio uno dei più orrendi, atroci traffici che l'uomo abbia mai inventato. E inventato per staccare la ricerca (e l'onore) della scienza dal suo vero fine, che è l'umano sapere unito all'umano servizio...
“Tutti noi lo sappiamo...”; se non tutti - prosegue Testori - molti lo sapevano, allora; molti, e molto di più, lo sanno oggi. Ed è gran merito del magistrato Claude Jacquinot e del giornalista Jacques Delaye, ben noto per essere uno dei collaboratori più attivi e combattuti “dall'Antenne 2” di Francia, l'aver finalmente codificato in un libro tale traffico, anzi tale assassinio. Un assassinio stimolato, covato; una strage di vite umane, un turpe mercato, un turpe reddito, un turpe guadagno”.
Il libro cui Testori appenna è uscito prima in Francia e poi in Svizzera col titolo «Les trafiquants des bébés à naitre», i trafficanti dei bambini nascituri. Sottotitolo: «Sì, feti umani ancora vivi vengono utilizzati per esperienze scientifiche e per la cosmetologia». Editore Pierre Marcevai Favre, Losanna, Svizzera, 1984.

Scambi di feti e tessuti embrionali

Già sulla fine del 1983 il problema era stato portato di fronte alla Commissione per l'energia del Parlamento europeo da un deputato DC Alberto Chergo, che aveva presentato una documentata e agghiacciante relazione sull'uso dei feti umani, vivi e morti, a scopi di ricerca scientifica e di sfruttamento per prodotti di bellezza. Le dimensioni assunte dall'utilizzazione dei feti umani vivi e morti sono oggi tali da imporre la considerazione del fenomeno... - aveva detto Ghergo - L'utilizzazione dei feti ha fatto nascere una fitta rete di interessi economici che vanno dal commercio, con misure di incentivazione finanziaria per favorire la disponibilità della madre donatrice, alla manipolazione in laboratorio. Risulta - prosegue il deputato D.C. - che si verificano scambi di feti e tessuti embrionali tra i Paesi comunitari, nonché tra questi ultimi e Paesi terzi... Risulta inoltre che esistono banche di tessuti fetali che riforniscono numerosi laboratori.... Questi embrioni - conclude Ghergo - vengono sezionati per il prelievo di alcuni organi (pancreas, timo, cervello, ecc.) che successivamente sono congelati con vapore di azoto liquido alla temperatua di -160 °C. Altri embrioni vengono congelati all'atto dell'estrazione dall'utero materno per essere poi destinati a usi diversi».
Questo orrendo mercato
Concepiti, uccisi, venduti: così intitolava uno dei suoi servizi su questo problema «Il Sabato» del 1° settembre 1984... Solo «Il Corriere della Sera» insieme a «L'Avvenire», si era fatto portavoce, sfidando il silenzio conformista dell'altra stampa, di tale denuncia. E «L'Osservatore Romano» del 24 agosto li ringraziava per il coraggio dimostrato, aggiungendo una riflessione: «Neanche la fantasia talvolta cupa, degli scrittori di fantascienza, ha potuto immaginare una così allucinante degradazione delle creature umane... Già da tempo erano giunte notizie di questa turpitudine, ma noi abbiamo voluto pensare che fossero soltanto supposizioni. Non potevamo credere che si potesse giungere a tanto. Ora non più: la denuncia è precisa e circostanziata e indica i riferimenti internazionali di questo satanico mercato che, come tutti i mercati, ha le sue centrali di produzione, i suoi listini e i suoi consumatori. Consumismo di vita umana!».
A Vienna: feti a 300 scellini
E’ ancora «Il Sabato» del 16 marzo 1985 a riaprire il discorso, riferendo di un caso scoppiato a Vienna e pubblicato dalla rivista «Ikarus» del 24 febbraio 1985 sotto il titolo «Kleine Sàrge», piccole bare. Un giornalista austriaco, Alexander Geringer viene a sapere che esiste a Vienna un mercato di feti in grande stile e decide di vederci chiaro. Sa che uno dei luoghi più chiacchierati è il Policlinico di Vienna, dove avvengono regolarmente interruzioni di gravidanza. In una clinica viennese, la direttrice gli confessa: «Due cose sono certe: che il traffico di feti esiste e che bisogna fare di tutto per tenerlo nascosto». Appuntati alcuni nomi che è riuscito a ottenere, il giornalista, si presenta al Policlinico sotto il falso nome di Rudolf Galli, rappresentante di una ditta di cosmetici francese che cerca di acquistare feti abortiti per la sua produzione. Chiede del signor Stojan Bobdanovic, gli si presenta un’infermiere. “La mia azienda mi ha incaricato di cercare feti umani per la nostra produzione di cosmetici. So che qui si può combinare qualcosa o sbaglio?». «Dipende dal prezzo» risponde l'infermiere. Bobdanovic chiama un suo collega, il signor Ackermann, «Sì, abbiamo molto lavoro in questo campo» conferma Ackermann. Si parla del prezzo, si fissa a 300 scellini, circa 30.000 lire per ogni feto. ... (Inoltre) si può contare su un rifornimento praticamente continuo di feti umani... Ecco i più poveri e i più infesi esseri umani del mondo: bambini rinnegati dai loro genitori.

Il traffico tra Corea del Sud e Stati Uniti

Il giornalista austriaco ora ha in mano le prove di quanto cercava e vuole allargare l'inchiesta. «I feti umani sono sempre a disposizione, ecco perché costituiscono una fonte inesauribile. E’ un mercato che ha avanti a sé un futuro di grandi sviluppi “gli confida il dr. Bachmeier, che lavora a un'importante ditta farmaceutica. Vengono fuori altri nomi, altri indirizzi, tra cui quello di Zoltan Szabo, che... rappresenta in Austria la multinazionale americana Flow Laboratories. ... Tra l'altro il nome della Flow Laboratoies era venuto fuori alcuni anni fa quando un giornale giapponese aveva denunciato un incredibile mercato tra la Corea del Sud e gli Stati Uniti. Gli aerei delle linee giapponesi avevano trasportato qualcosa come 433 contenitori stipati di feti umani per uso industriale...
Dieci anni fa, un'inchiesta Inglese
A volerci veder chiaro ci si sono messi, dieci anni fa, due giovani giornalisti inglesi; Michael Litchfield e Susan Kentish, rispettivamente 35 anni e 28 anni. Due free lances, cioè giornalisti indipendenti... Ne uscì un libro sconvolgente, intitolato «Babies for burning», presentato in Italia dalle edizioni Paoline col titolo «Bambini da bruciare», 1974. Oltre a documentare l'estrema facilità di ottenere l'aborto in Gran Bretagna, il libro affrontava, in un capitolo intitolato «Bambini per uso industriale», il problema dell'utilizzo dei feti abortiti per l'industria dei cosmetici, citando ampiamente scottanti interviste. ... Per quanto attaccati da vari giornali, tra cui il «Sunday Times », l'inchiesta dei due giornalisti inglesi non fu smontata e rimase un documento inoppugnabile...

L'inchiesta francese

A distanza esatta di dieci anni, l'inchiesta di Claude Jacquinot e Jacques Delaye riprende e approfondisce l'argomento, che intanto si è fatto più scottante. Perché mentre nell'inchiesta del 1974 non si faceva parola di sperimentazioni scientifiche sui feti, in questa, la ricerca scientifica riveste un'importanza particolarissima. Vedremo perché. ... Delaye ha al suo attivo una lunga carriera giornalistica che lo porta ad Antenne 2, la combattiva rete televisiva parigina, dove dirige il settore Grandes réportages. Jacquinot è un magistrato, di 54 anni, entrato nella magistratura nel 1957, ed è presidente dell'Associazione internazionale contro lo sfruttamento dei feti umani. Intervistato alla radio svizzera italiana, Delaye ha così spiegato l'origine del suo libro: «L'inchiesta è nata nel momento in cui io e Jacquinot ci siamo accorti che il pubblico era informato male. Anzi, non ne sapeva niente.
Il potere medico, in Francia, lascia nell'ignoranza totale la donna che sta per subire un aborto circa la sorte incombente del suo feto. Si sono cambiante le parole, per cui invece di parlare di «prelevamento di organi dai feti » si dice «ricerche embrionali»; invece di «feto» si parla, di «tessuti fetali». ... Jacquinot è stato pubblico accusatore in due processi, a Lione e a Bordeaux, contro medici che usavano feti. In entrambi i casi, la difesa ha parlato di feti morti. E’ assurdo! Non è possibile compiere esperimenti scientifici su feti estratti dal corpo materno per aspirazione; si usa invece il taglio cesareo che lascia il feto intatto e vivo. Proprio così: intatto e vivo.
I problemi, infatti, sono due; l'utilizzo di feti morti e il ricorso a feti estratti ancora vivi dal corpo della madre. Se nel primo caso, il trasformare tessuti fetali in prodotti di bellezza o in materiale da ricerca, può provocare già un senso di ripulsa, nel secondo caso quando si interviene su un feto ancora in vita, la ripulsa diventa orrore per un assassinio voluto e procurato. Qualche ricercatore dice, come a cercare una scusante: «Tanto questi feti sono socialmente morti», nel senso che le madri li hanno destinati alla morte. Ciò non toglie che siano esseri umani clinicamente vivi, - e che la loro soppressione sia un omicidio, tanto più odioso quanto più grande è l'impotenza del feto impossibilitato a difendersi, silenzioso nella sua fragilità estrema. Ma il vero problema sorge in un altro caso. Quando cioè i medici stessi inducono una donna decisa ad abortire, a prolungare la gravidanza, dietro compenso, per ottenere un feto più sviluppato e maturo e poter così contare su un «materiale» più idoneo. Non è neppure troppo difficile convincere una donna, dietro una buona cifra di denaro supportata da ragioni umanitarie - « Signora, noi potremo così salvare la vita di un altro bambino in pericolo ed è come se il suo bambino sopravvivesse»... - a prolungare l'intervento di qualche settimana. Poi i medici procedono all'intervento col taglio cesareo, per avere il feto intatto e vivo, e gli esperimenti possono aver luogo coperti a metà dalla legittimità dell'intervento, sia pur tardivo, e a metà dal silenzio della madre comprato con ragioni finanziarie e affettive, facendo leva sul senso di colpa che sempre accompagna un aborto. Sono stati così estratti feti di 20-21 settimane, perfettamente vivi e vitali.
Quando è stato dimostrato che una bambina di 22 settimane - neppure sei mesi - nel New Jersey, negli Stati Uniti, è sopravvissuta e si è sviluppata regolarmente. Un intervento cesareo è pur sempre un intervento chirurgico. E l'Ordine nazionale dei medici francesi, il l marzo 1983 dichiarava in riferimento a tali pratiche: «Un'interruzione di gravidanza per via cesarea, senza altra indicazione che quella di ottenere un feto intatto è inammissibile ed è condannabile un'interruzione di gravidanza praticata al solo scopo di ottenere tessuti fetali», ovviamente per sperimentazioni.
Risultati scientificamente discutibili
Oggi poi ci si comincia a interrogare sulla validità scientifica di queste sperimentazioni. Si era ricorso a pancreas fetali per la cura del diabete. E siccome tali organi nel feto sono molto piccoli si dovevano trapiantare fino a 21 pancreas per solo paziente. I risultati sono stati moltO discutibili e oggi il trattamento del diabete con trapianto di pancreas fetali è abbandonato.

Dodici piccoli feti decapitati.

L'orrore è però ancora da sondare. E lo si è toccato in una serie di esperienze svolte parallelamente in due luoghi differenti: uno a Cleveland, (Ohio, Stati Uniti) e l'altra all'ospedale infantile di Helsinki (Finlandia). Dodici piccoli feti sono stati decapitati vivi e le loro teste sono state tenute artificialmente in vita per studi chimici. Sono affermazioni pesanti che occorre provare. La prima testimonianza è data dal prof. JeCheymol ed è apparsa sul «Bullettin de l'Académie de médecine», 1979, n. 6, Masson Paris. «Che dire - dice il clinico francese - del lavoro amencano-finlandese pubblicato nel 1975, nel quale si vedono dei feti di 12-21 settimane decapitati dopo l'arresto cardiaco, le teste isolate e irrorate artificialmente allo scopo di studiare il metabolismo cerebrale dei glucidi?». Si parla, è vero, di arresto cardiaco, come a dire che i feti sono stati decapitati dopo la loro morte. Ma è notorio che oggi per morte si definisce la «morte cerebrale». Del resto, per studiare il metabolismo cerebrale dei glucidi in un cervello irrorato, era necessario che il cervello fosse vivo, diversamente non era possibile alcun metabolismo. Lo dichiara il dr. Michel du Guibert, specialista, a Jacquinot e Delaye.
Un altro rapporto su esperimenti con teste di feti decapitati è riportato nell'inchiesta di due autori francesi: si intitola «Oxydation of glucose and D.B. OH - Butyrate by early human fetal brain» ed è firmato dai dr. A. J. Adam, Wiels Raiha, Eva-Lisa Rahiala, Martti Kekomaki. Lo risparmiamo ai nostri lettori.
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Quando l'uomo perde il suo valore trascendente e la sua dignità, tutto è mostruosamente possibile. Per questo occorre riaffermare con sempre maggior forza, che la vita umana è intoccabile, sacra, indisponibile, nel senso che nessuno di essa può disporre. Dio solo ne è il padrone, come ne è il garante. Il celebre dr. Paul Chauchard lo ripete a tutti noi: «Non dobbiamo temere di lottare contro l'orgoglioso senso prometeico di questi uomini di scienza che si atteggiano a padroni della vita e non sono affatto i padroni rispettosi del progresso, perché non c’è progresso senza umanità.
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Domandiamo scusa a Hitler

Lo scienziato rischia dunque di non essere per nulla rispettoso del progresso. La scienza e la tecnica devono essere al servizio della persona umana; infatti, «essendo ordinate all'uomo da cui traggono origine e incremento, attingono dalla persona e dai suoi valori morali l'indicazione delle loro finalità e la consapevolezza dei loro limiti». Perciò «sarebbe illusorio rivendicare la neutralità morale della ricerca scientifica e delle sue azioni», anche perché «la scienza senza la coscienza ad altro non può portare che alla rovina dell'uomo» (cfr. Testimoni, 6/3/87). Per questo motivo su alcuni striscioni, per la manifestazione di protesta contro l'aborto, Ai 22/1/85 nelle grandi città americane, in occasione de 12° anniversario della legalizzazione dell'aborto, era stato scritto: «Dal 1973 negli USA sono stati uccisi 15 milioni di bambini. Dobbiamo chiedere scusa a Hitler». Altri striscioni portano la scritta «Basta con l'aborto, l'olocausto americano», «Siate madri, non assassine». Reagan si mostrò solidale con i dimostranti e disse: Sono con voi. Anche la storia è dalla nostra parte. Bisogna mettere fine a questa tragedia nazionale.[liberamente tratto e sintetizzato da L’urlo muto, Casa Mariana, Santuario Madonna del Buon Consiglio 83040 Frigento (AV)]

CR 533/09 ATTI PARLAMENTARI: proposta di legge per ristabilire l'illiceità dell'aborto.

Il 16 maggio scorso è stata presentata alla Camera dei Deputati (primo firmatario l'on. Adriana Poli Bortone di AN) una proposta di legge che mira a ristabilire il principio che l'aborto è da ritenersi illecito e che lo Stato deve prevenire con tutti i mezzi, creando strutture di sostegno alla famiglia ed incoraggiando la maternità, pur prevedendo alcune cause di non punibilità a favore della donna.
Ma a circa diciotto anni dall'applicazione della legge 22 maggio 1978, n. 194, occorre riflettere sul se e come i propositi proclamati al primo comma dell'art. 1 della legge (Lo stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio) abbiano trovato concreta realizzazione.
Nella relazione allegata alla proposta di legge, il relatore presenta una serie di dati che dimostrano che gli aborti clandestini (cavallo di battaglia per la legalizzazione dell'interruzione volontaria della gravidanza), non solo non sono diminuiti ma negli ultimi anni sono aumentati; che si registra una pratica abortiva capillare; che esiste una recidività diffusa delle gestanti che hanno fatto ricorso all'aborto; che è mancata qualsiasi tutela per le maternità difficili; che la legge 194 ha contribuito ad incrementare il terribile calo della natalità e che dieci anni di aborto "legale" in Italia hanno significato quasi 2 milioni e mezzo di omicidi "legali" e sovvenzionati col denaro pubblico". Da queste considerazioni, si legge ancora nella relazione, "occorre ristabilire con fermezza e senza ambiguità il principio che l'aborto è da ritenersi illecito e che lo Stato deve prevenirlo con tutti i mezzi creando strutture di sostegno alla famiglia ed incoraggiando la maternità. Tra le norme salienti della proposta di legge segnaliamo: l'art. 1, secondo il quale lo Stato riconosce e tutela la vita umana fin dal suo inizio, cioè dal momento del concepimento; protegge e promuove la maternità come valore ed evento di grande rilevanza personale e sociale. Lo stesso articolo e gli art. 2, 3 e 4, stabiliscono aiuti, da parte dello Stato, delle regioni e degli enti locali, alle donne che si trovino in difficoltà, sia prima che dopo il parto, ed allo stesso neonato. Vengono quindi reintrodotte le pene (da uno a quattro anni) per "chiunque cagiona l'interruzione della gravidanza con il consenso della donna" (art. 7), ma il giudice "può astenersi dall'infliggere la pena nei confronti della donna, se essa, al momento del fatto, si trovava in una situazione di speciale difficoltà.... Viene data la facoltà al personale sanitario di astenersi dal prendere parte alle procedure di interruzione della gravidanza anche nel caso in cui questa non sia punibile in base all'art. 9.
Infine, l'art. 11 contempla l'abrogazione della legge 22 maggio 1978, n. 194. (5 luglio 1997, n.533 Corrispondenza romana)

CR 508/07 ABORTO: perseguitato negli USA chi lo critica,

Bob Schenck, pastore protestante americano impegnato sul fronte antiabortista, la vigilia di Natale si è avvicinato al presidente Bil Clinton in un tempio di Washington e, riferendosi all'appoggio dato dal presidente ai movimenti abortisti, gli ha sussurrato:
"Ne dovrete rendere conto a Dio". Clinton, visibilmente scosso, ha avvertito gli agenti del servizio segreto, che hanno bloccato il pastore all'uscita del tempio e, impossessatisi del suo portafoglio, dopo un interrogatorio di un quarto d'ora, lo hanno accusato di aver "minacciato la vita del presidente". Quando ho chiesto un avvocato, mi hanno risposto di no - ha detto Schenck - Mi hanno trattato come un criminale. (CR 508/071NB96)

CR 490104 ANTI-ABORTISMO: successo del convegno a Cincinnati

“Bullding Bridges for Life”, cioè la costruzione di legami con gli altri movimenti per la vita: è stato questo il tema della conferenza del movimento mondiale pro-lite organizzata a Cincinnati dalla Human Lite Intemational(HLI) dal 10 al 14 aprile. Se una della principali caratteristiche di quella che Giovanni Paolo II ha definito "cultura della morte" è la costante creazione di intese e alleanze, argomentano i massimi dirigenti della HLI padre Paul Marx e padre Maflhew Habiger, lo stesso devono fare i paladini della vita. In tal senso le iniziative più recenti hanno interessato i seguenti fronti: apertura di due uffici a Mosca e Kiev; intensificazione dei rapporti con gli evangelici per quanto riguarda la lotta all'aborto, infanticidio e eutanasia; un'alleanza con la componente cattolica della Christian Coalition guidata dal pastore Pat Robertson; assistenza al pastore nero Johnny Hunter nella sua battaglia per la vita in seno alla comunità di colore non solo negli USA, ma anche fuori e specialmente in Sudafrica; la formazione di un'alleanza tra ebrei e cristiani. Resta chiaro che la ricerca di queste collaborazioni non implica alcun compromesso o rinuncia ai principi cattolici che sono alla base della HLI. Con dovizia i relatori hanno dimostrato come un'efficace battaglia in difesa della vita non può limitarsi solo ad un'azione strettamente anti-abortista, ma deve abbracciare tutto il fronte della difesa dei valori familiari, naturali e cristiani, dalla lotta contro l'eutanasia a quella contro l'omosessualismo e per finire alla denuncia dei gravi rischi dell’educazione sessuale in età scolare. Uno dei maggiori esponenti pro-lite al Congresso americano, Chris Smith, ha bollato Bil Clinton come "presidente dell'aborto", denunciando la sua politica persecutoria ai danni dei paladini della vita. L’attuale copresidente del gruppo parlamentare pro-vita, Smìth è anche presidente della commissione Operazioni Internazionali e Diritti Umani ed in quest'ultima veste, grazie alla documentazione ricevuta dalla HLI, è riuscito a far tagliare di un terzo i finanziamenti alle agenzie che si occupano delle politiche di denatalità. E questo è solo l'inizio. (CR 490/041GF96)

CR 490105 ANTI-ABORTISMO: il divorzio, radice di tutti i mali.

Tra gli innumerevoli interventi quello che ha destato forse più impressione è stata la durissima requisitoria di Steve Wood, direttore del St Joseph's Covenant Keepers, contro il divorzio.
Premettendo che l'aborto è "diretto e immediato frutto della rivoluzione sessuale", il movimento antiabortista continuerà ad andare incontro a cocenti delusioni se rifiuta di affrontare alla radice il problema della rottura del vincolo matrimoniale, in quanto è l'adulterio che conduce necessariamente all'aborto. Troppi difensori della vita, sia cattolici che protestanti, tollerano all'interno del loro ambiente che ci si risposi; in tal modo, asserisce Wood, contribuiscono inconsciamente a quello stesso giro mentale che essi cercano di eliminare. “Secondo Nostro Signore Gesù Cristo divorziare da un matrimonio lecito e poi risposarsi significa vivere in un continuo stato di adulterio”.
Bibbia alla mano, Wood ha dimostrato come il peccato contro il VI comandamento, ora come in passato, porti inevitabilmente al versamento di sangue innocente, tanto che il peccato di adulterio porta al peccato di aborto". E' dì fondamentale importanza quindi, sostiene Wood, "costruire i nostri matrimoni e le nostre famiglie sulla roccia", cioè sull'insegnamento della Chiesa cattolica in materia. Non per niente, ha ammesso Wood, è stato proprio questo il catalizzatore che mi ha fatto diventare cattolico. (CR 490/0510F96)

CR 490106 ABORTISMO: gli errori dei nemici della vita

E' evidente che i militanti della "cultura della morte non potevano permettere che la HLI tenesse tranquillamente il suo congresso con la partecipazione di 2.000 delegati. Ma non tutto è andato secondo i loro piani. Per zelo anti-vita si distingueva in modo particolare la famigerata Planned Parenthood, che in un inserto a piena pagina sul locale Cincinnati Enquirer e in una conferenza stampa ricorreva al solito campionario di accuse: intolleranza, violenza, anti-semitismo, antiislamismo, omofobia e via discorrendo. In tal modo i media, che inizialmente non sembravano molto inclini a parlare del convegno, sono stati costretti loro malgrado a dare uno spazio sempre più ampio alle relazioni del convegno.

CR 470/01 PARLAMENTO EUROPEO: proiettato documentario contro l'aborto.

Per la prima volta nella storia, un documentario contro l'aborto è stato proiettato all'interno del Parlamento europeo. E' avvenuto mercoledì 17 gennaio 1996, proprio il giorno in cui l'euroassemblea raggiungeva il suo plenum per il discorso con cui il ministro degli Esteri Susanna Agnelli apriva il semestre di presidenza italiano. Un selezionato pubblico, composto soprattutto da parlamentari e giornalisti, ha seguito con grande attenzione, in una delle grandi sale attigue all'emiciclo di Strasburgo, le immagini de L'urlo silenzioso del don Bernard Nathanson, un noto clinico statunitense che, sotto il peso dell'evidenza scientifica, abbandonò le posizioni abortiste, per diventare un attivo difensore della vita. Al termine del filmato l'On. Roberto Mezzaroma (FI), promotore dell'iniziativa, ha detto: “Al di là delle divergenze politiche e religiose che possono separare le diverse posizioni presenti nel Parlamento (e che configurano il problema dell'aborto come un indubbio problema di coscienza individuale) la proiezione del filmato sarà un primo dato obiettivo sulla pratica abortistica. Ognuno poi trarrà le proprie conclusioni sia circa la 'speranza di vita' che viene distrutta dal medico, sia circa la responsabilità di chi si coinvolge a vario titolo in tale pratica”. E' seguito quindi un vivace dibattito, con l'intervento di numerosi parlamentari, tra i quali gli onorevoli Spalato Belleré, Ombretta Colli, Marie France Stirbois, Carlo Casini, Antonio Tajani, Bernard Antony. Uno sparuto gruppetto di area verde-socialista, tra i quali Elena Marinucci nota per aver proposto la deflorazione di massa delle bambine (cfr. CR 125-12617, 10 agosto 1988), dopo aver tentato di contestare l'iniziativa, si è allontanato e rapidamente disperso. "Oggi è un giorno storico in cui a partire dal Parlamento Europeo, inizia un processo europeo di riconquista dei diritti del bambino" ha detto, a conclusione dell'incontro, l'on. de Villiers, proponendo la redazione di una risoluzione che impegni il Parlamento Europeo a favorire la creazione di centri di accoglienza per la vita in ogni Stato e regione europea. La proposta è stata accolta all'unanimità, con l'impegno da parte dei presenti di tornare ad incontrarsi nuovamente per discutere un tema di tanta attualità e rilevanza. (CR 470/011GA96)

CR 489/05 ANTI-ABORTISMO:

due cardinali americani scendono in piazza contro l'aborto. Si alza il livello dello scontro tra abortisti a anti-abortisti negli USA, con la scesa in campo dei cardinali a fianco dei movimenti pro-life. L'avvenimento risale al lunedì di Pasqua, ma la notizia è giunta solo ora per la solita "disattenzione" dei media internazionali; ne fa menzione lo speciale bollettino di maggio della Human Life International (HLI), probabilmente la maggiore associazione del mondo a difesa della famiglia e della vita con base negli USA. Per la prima volta due alti prelati, il cardinale di Boston Bernard Law e quello di Washington James Hickey, hanno partecipato ad una veglia di preghiera a lume di candela di fronte alla Casa Bianca il lunedì di Pasqua.
Sotto una pioggia battente i 500 manifestanti, con in testa i due uomini di chiesa, intendevano protestare contro la manifesta intenzione del presidente Bil Clinton, di apporre il veto ad un progetto di legge varato dal Congresso mirante a mettere fuorilegge il cosiddetto partial-birth abortion, termine alquanto ambiguo che starebbe ad indicare la facoltà di abortire anche in prossimità della nascita. (22 giugno 1996, n. 489 Corrispondenza romana)

CR 537/04 ABORTO: sensibile incremento tra le adolescenti nel Regno Unito.

L'ufficio nazionale delle statistiche inglesi ha reso noto i dati riguardanti gli aborti legali effettuati in Inghilterra e Galles nel 1996, aborti che hanno raggiunto il numero di 177.225 feti soppressi con un incremento di 13.587 rispetto al 1995, 18,3% in più, percentuale che però raddoppia nella fascia d'età compresa tra i 16 e i l9anni. Mrs. Nuala Scarisbrick, responsabile della Life, associazione di volontariato in difesa della vita, in proposito ha dichiarato alla stampa (cir. Dally Telegraph, 23 luglio 1997) che: "Ciò che il Governo dovrebbe ripensare è l'insieme delle teorie sulla educazione sessuale (...) non versando soldi per profilattici e uffici di promozione dell'aborto. Per iniziare si dovrebbe chiudere le cliniche di 'aborto rapido' aperte dalla Marie Stopes Internationar. Marie Stopes ha infatti lanciato cliniche con il servizio di aborti rapidi detti lunchtime, che si effettuano nella pausa-pranzo, usando anestetici locali. (Fa. Ber.)

CR 525102 ABORTO: la Cassazione sancisce il diritto di obiezione.

Con una sentenza “senza rinvio”, la Corte di Cassazione ha definitivamente assolto, perché il “fatto non sussiste” il Don. Carlo Aletti, medico obiettore anti-abortista milanese, dalla condanna inflittagli dalla Corte di Appello di Milano nell'aprile dell'anno scorso. il Don. Aletti, 51 anni, aiuto-primario nella clinica ginecologica "Mangiagalli" di Milano, cattolico noto per le sue posizioni di obiezione alla legge 194, fu accusato di violenza privata perché aveva convinto una donna peruviana, che voleva abortire per motivi terapeutici, a desistere dal compiere il suo gesto. La bambina, però, morì poche ore dopo il parto e sul dott. Aletti si scatenò una campagna di odio condotta dagli ambienti femministi milanesi. L'avvocato Enrica Domeneghetti, esponente di rilievo del PdS lombardo, denunciò il medico per violenza privata. In primo grado, Aletti fu assolto, ma la Corte di Appello ribaltò la sentenza e lo condannò a sei mesi di reclusione e sei di interdizione dalla professione medica. Ora la Cassazione ha posto la parola fine alla vicenda, sancendo la legittimità e la deontologia professionale dell'operato del medico.

CR 494105 ABORTO: continua la strage degli innocenti.

I recenti dati sull'aborto in Italia forniti dal ministro della Sanità, hanno fornito l'occasione al noto teologo padre Gino Concetti di scrivere un chiaro articolo apparso sull'Osservatore Romano del 27 luglio 1996, di cui riportiamo ampi stralci. Continua la strage degli innocenti. Questo è il 'succo' della relazione del ministro della Sanità alle Camere. La conferma viene dai dati ufficiali. Nel 1995 e nella prima parte del 1996 le interruzioni volontarie della gravidanza sono state 138.379 nelle strutture e 45.000 in strutture illegali. Complessivamente la cifra è enorme. Ad essa c'è da aggiungere il numero di aborti clandestini non recensiti. In breve in Italia, in poco più di un anno, è stato eliminato volontariamente un numero di esseri umani pari agli abitanti di una città media. (...) La legge che lo ha reso legale, la 194, si è rivelata fallimentare. Suo scopo era l’eliminazione degli aborti clandestini e di aiutare la donna a gestire con responsabilità la propria maternità. Esplicitamente era stato ribadito che l'aborto non doveva essere un mezzo per il controllo delle nascite. Dopo quasi vent’anni si prende atto che la legge non ha raggiunto gli obiettivi prefissati. L'aborto continua ad essere praticato sia nelle strutture private 'in modo clandestino, sia nelle strutture pubbliche. Non esiste più alcun alibi sul piano scientifico. Tanto meno su quello morale e sociale. L'aborto è la distruzione della vita nascente. Su questo non può tollerarsi alcun dubbio.(...) Un delitto troppo grave che non può non essere ritenuto tale anche in sede di valutazione etica. L'eclissi dei valori, l'esaltazione dell’autonomia e della libertà della donna, l'oscuramento della coscienza non valgono a scalfire il principio della inviolabilità della vita di qualunque essere umano e in qualunque stadio.(...). Il paradossale è che l'aborto continua ad essere praticato in quote alte nonostante che i demografi lancino l'allarme della diminuzione delle nascite e dell'invecchiamento della popolazione. (...) L'equilibrio demografico è necessario per assicurare la continuità fra le varie generazioni. Ma è pure necessario per garantire uno sviluppo economico basato sulla sicurezza sociale e sul benessere. L'allarme che oltre il duemila i pensionati non avranno chi li manterrà, se il numero dei lavoratori attivi non aumenterà, è la prova più evidente che l'aborto non è solo un mezzo contro la vita umana, ma anche contro la civiltà e il progresso".

CR 470/05 ABORTO: Prodi evita di prendere posizione.

In un'intervista apparsa su Famiglia Cristiana del 10 gennaio 1996, il presidente del Movimento per la Vita Carlo Casini aveva criticato il programma politico dello schieramento dell'Ulivo, rimproverando al prof. Romano Prodi di aver taciuto sulla fondamentale questione del diritto alla vita, evitando di prendere posizione sia contro l'aborto che contro la fecondazione artificiale.(“Famiglia Cristiana”, 27 gennaio 1996, (n. 470Corrispondenza romana)

CR 510103 ABORTO: Giovanni Paolo II chiede il rispetto della vita

al primo ambasciatore sudafricano presso la Santa Sede. “Il rispetto per la vita di ogni essere umano, senza escludere i non nati, gli anziani e gli infermi, resta la vera misura della grandezza di ogni società”. Ha detto Giovanni Paolo II al primo ambasciatore sudafricano in Vaticano ricevendo dalle sue mani le lettere credenziali. "Infatti il diritto alla vita resta a fondamento di ogni altro diritto umano", ha continuato, "ed è fattore essenziale nel sostegno e promozione del valore e dignità della persona umana (cfr. Osservatore Romano,13 dicembre 1996). Non è apparsa casuale ai commentatori la singolare coincidenza tra queste parole e la firma con cui il 1 dicembre, il presidente sudatricano Nelson Mandela aveva trasformato in definitiva legge dello stato il disegno di legge sulla scelta di porre termine alla gravidanza. Il varo di questa controversa legge ha profondamente diviso l'opinione pubblica sudafricana e internazionale; mentre da un lato l'intera Heraìd Tribune l’ha definita "una delle leggi abortiste più liberali del mondo", la Hutnan Lite Interna (HLI), una delle maggiori organizzazioni pro-life del mondo, non ha esitato a parlare di peggiore legge abortista del mondo ad eccezione della Cina comunista. La nuova legge consente di abortire su semplice richiesta entro le prime 12 settimane, o entro le prime 20 in particolari circostanze; la legge precedente, varata nel 1975 sotto l'apartheid, permetteva l'aborto solo in caso di violenza o incesto, o quando era in pericolo la vita della madre. Inoltre in base alla nuova legge il personale medico è obbligato a consigliare la minorenne di consultarsi con i genitori, ma non può negarle l'aborto se si rifiutasse di informarli. Stando ai sondaggi d'opinione, la maggioranza dei sudafricani (l'80% secondo la HLI) appare nettamente contraria all'aborto e non si esclude che una delle vie legali per ribaltare la situazione sia proprio quella di ricorrere al referendum. (AI.Gar.) (CR 510A)3/AG97)

CR 476/05 DEMOCRAZIA TOTALITARIA:

raddoppiata in appello la pena contro Dom Gérard.
La Corte d'Appello di Grenoble alla fine di febbraio ha condannato l'abate benedettino Dom Gérard Calvet ed altre otto persone alla pena di 6 mesi di arresto con la condizionale ed a 5.000 franchi di ammenda, raddoppiando così la pena inflitta in primo grado. L'abate benedettino era accusato di "violenze" per essersi opposto all'aborto, occupando pacificamente alla testa di un gruppo di antiabortisti francesi, il 24 ottobre 1994, l'ospedale Michallon di Grenoble, dove si praticavano, al tempo, 1.400 aborti all'anno (cfr. CR 418/2, 30 novembre 1994). Nel corso del processo d'appello (cfr. CR 473102, 24febbraio 1996), l'avvocato generale dello Stato francese, Christiane Dumas, aveva chiesto la condanna degli imputati a sei mesi di prigione, di cui tre duri e il presidente della Corte, Costantin, aveva sostanzialmente anticipato il suo giudizio chiedendo a Dom Gerard perché gli antiabortisti “sostituivano la violenza a un dibattito di idee, rompendo così il patto repubblicano”. (CR 4761051G C96)
LA MIA ESPERIENZA:
Ho osservato con amore, delle care amiche, delle care colleghe e delle care parenti che hanno praticato l’aborto. A causa delle turbe più o meno nascoste, più o meno consapevoli esse vivono un insopprimibile e a volte non consapevole senso di colpa. Questo getta un senso di amarezza diffusa in tutta la loro vita interiore e in tutta la loro esistenza. Inoltre ho potuto constatare come la donna sia stata programmata per custodire, preservare e difendere la vita.
Quando purtroppo essa va contro questo imperativo della legge naturale che è la dimensione costitutiva del suo essere, essa si ritrova irrimediabilmente ferita.
Tutto nella donna è preordinato per l’amore e per la vita.
L’aborto diviene, in essa, un dramma senza possibilità di riscatto, una forma di maledizione ontologica che la trasforma nella vera vittima dell’atto abortivo. Una donna consapevole dei rischi ontologici a cui va incontro, potrà rifiutare la maternità cedendo suo figlio alla società, ma non praticherà mai l’aborto.

DICHIARIAMO E PROCLAMIAMO:

1 - Al di fuori della farmacologia, nessun prodotto del corpo umano sia utilizzato per scopi di qualsiasi natura commerciale.
Altresì per evitare ulteriori crudeltà sugli animali e per rispetto verso le convinzioni etiche di ognuno, chiediamo la pubblicazione sui prodotti cosmetici di derivati umani.
2 - Che al feto sia riconosciuto a qualsiasi titolo lo status di corpo umano.
3 - Che tutti coloro che usano feti o organi umani o materiale organico umano al di fuori da ciò che viene espressamente permesso dalla legge siano incriminati per minaccia all’umanità.
4 - L’ABORTO è sempre illecito, tranne i casi di forza maggiore della incolumità della madre, sciplinati dalla legge. Mai l’aborto può essere utilizzato come metodo contraccettivo.
5 - Ogni società non abbrutita tutela e protegge la vita umana con tutti i mezzi a sua disposizione.
*** "Tutti noi nei confronti delle banche siamo nella condizione di un pollo da spennare!"
Scienziato dott. prof. Giacinto Auriti



*** "Il sistema bancario è il più grande crimine legalizzato della storia e il demnaro è veramente lo sterco del diavolo!"
prof. Lorenzo scarola

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Dio si nasconde, perché gode di essere trovato:
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sito sui 600 cristiani martirizzati giornalmente(fonte SOCCI):
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tutto è per Lui o contro di Lui = " A e W "

Tu da che parte stai?

Cosa di te sarà evidente quando il Signore tornerà?

Infatti, Lui, riguardo a te, sta per tornare molto prima di quello che puoi pensare!
Lorenzo Scarola rappresentante di JHWH è disponibile per costruire il terzo tempio ebraico.
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Lorenzo Scarola approfitta della presente per salutare TUTTI simpaticamente: "Pace e Gioia!"!
Lorenzo Scarola è il creatore della prima moneta internazionale l'AURO o AURITO di proprietà del portatore

Lorenzo Scarola ordina con effetto immediato, nel nome e per il sangue di Gesù Cristo, tutto il bene e tutto il male, secondo quello che ognuno avrà meritato:
"Questo darà ancora, per l'ultima volta, spazio a una SPERANZA politica, prima che il SIGNORE ritorni".

sito sui 600 cristiani martirizzati giornalmente(fonte SOCCI):
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Lorenzo Scarola rappresentante di JHWH è disponibile per costruire il terzo Tempio Ebraico sul Monte degli Ulivi come è già stato annunciato dai profeti.
Questo Tempio aprirà il più bel periodo di pace, prosperità e "risveglio" che il genere umano abbia mai conosciuto, insomma si tratta dell'ultima fase del genere umano dedicata allo Spirito Santo.

Lorenzo Scarola dedica questo lavoro al suo Dio Spirito Santo.

  • 1- saluto Nicolò Bellia e all'antropocrazia.

  • 2- saluto tutti gli uomini di "buona volontà"

  • 3- saluto tutti i servitori di Dio

  • 4- saluto tutti i figli di Dio

lorenzo.scarola@istruzione.it

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"Insomma, Dio per tutta l'Eternità non vuole essere lodato e ringraziato per poco, ma per molto, molto e moltissimo!
Non neghiamogli questa felicità, diamogli la possibilità di poter operare prodigi in noi."
by lorenzo scarola
Gloria a Dio per sempre!
A te, caro fratello mio, pace
da Lorenzo Scarola,
ore serali 3205708054
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lorenzo scarola, Giacinto Auriti, Gesù di Betlemme e il futuro del genere umano
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il vero volto dell'istituzione
Il signoraggio bancario è il nostro
più alto simbolo istituzionale OCCULTATO disonestamente e criminosamente al popolo, questo è il VERO motivo di tutti i MALI che affliggono la nostra falsa democrazia venduta dai massoni ai banchieri ebrei dal suo sorgere.
Pertanto, tutto il Pianeta è fondato sull'immoralità ideologica quanto economica.

Questo è il più grave Delitto di LESA Maestà e violazione criminale dei principi Costituzionali di base.
Per questo, adesso si cerca di manipolare anche la Costituzione unico nostro baluardo al diritto già criminalizzato.





Nota: REVISIONISMO STORICO

Il problema dei nostri giorni non è quello della complessità e che bisogna studiare molto e moltissimo per poter capire qualcosa.
Ma che bisogna saper cercare nella contro-informazione quelle fonti "genuine" che non ci facciano cadere nella "fosso" del depistaggio.
Una schiera sterminata di "mangia pagnotte S.p.A.", ovvero di: funzionari, massoni, politici e di docenti universitari collaborazionisti del signoraggio bancario, ora hanno reso davvero difficile, non solo la comprensione reale della storia nei suoi avvenimenti, ma anche e soprattutto, rendono incomprensibile la stessa realtà che ci circonda.


Allora, veniamo al dunque:
"sei disposto a dare la vita come me, oppure preferisce dare un contributo?"
Ti dico questo perché:
"Questo sistema criminale e parassitario del fondo monetario internazionale di Ali Baba e dei 40 ladroni di Banchieri Ebrei S.p.A., non solo non vi concederà alcuna speranza, e vi porterà al disastro totale NUCLEARE!"