islam: musulmani d'Italia

Approfondimento e futuro aggiornamento di questa sezione si troverà, nel maggio 2005, sul sito: http://it.geocities.com/lorenzoscarola

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L'Unione musulmani d'Italia:

via il crocefisso dagli edifici pubblici

Non s'è fatta attendere la reazione dei musulmani all'appello lanciato domenica dal Papa per il crocifisso nelle scuole.

Ieri infatti, l'"Unione musulmani d'Italia", uno dei movimenti più radicali, ha chiesto che siano tolti dagli edifici pubblici la "raffigurazione del cosiddetto crocifisso e delle madonnine".

Corriere della Sera, 19 settembre 2002 http://utenti.lycos.it/amenalleluia

La Moratti: il crocifisso tornerà nelle aule

Il ministro: ha un valore storico universale.

I leghisti: esponiamolo in tutti i luoghi pubblici

ROMA - Il crocifisso tornerà nelle aule da dove, un po' alla volta, è sparito.

L'annuncio, che segue di qualche giorno l'appello del Papa, è stato fatto dal ministro Moratti.

"Il crocifisso - ha detto - rappresenta un simbolo della civiltà cristiana, della sua radice storica e del suo valore universale, che sono elementi essenziali del patrimonio storico e culturale del nostro Paese". La notizia ha sollevato critiche ed entusiasmi.

La Lega Nord si è subito detta favorevole all'affissione della croce sulle pareti di tutti i luoghi pubblici.

E ha rilanciato una sua proposta di legge ad hoc , sottoscritta da novanta deputati del centrodestra e anche da quattro esponenti della Margherita, suscitando la preoccupazione delle comunità ebraiche. Nessuna polemica, invece, ma una condivisione "piena e totale" da parte del ministro per l'intervento del capo dello Stato alla cerimonia di inaugurazione dell'anno scolastico.

Viale Trastevere ha risposto con un secco comunicato a chi ha interpretato il discorso di Ciampi come una critica alle riforme del ministro.

LA PROPOSTA –

La Moratti si è impegnata a far rispettare la legge ricordando, con il sostegno di una sentenza del Consiglio di Stato, che l'affissione del crocifisso non viola assolutamente la Costituzione. "Sono personalmente e profondamente convinta - ha risposto ad un'interrogazione parlamentare di Luca Volontè, capogruppo Udc alla Camera, nella quale si chiedevano spiegazioni sulle regole dell'esposizione del simbolo cristiano in luoghi pubblici - che le considerazioni del Consiglio di Stato siano del tutto condivisibili e mi pare doveroso assicurare che il crocifisso venga esposto nelle aule scolastiche a testimonianza della profonda radice cristiana del nostro Paese e di tutta l'Europa".

Il Consiglio di Stato, con una sentenza del 1988, ha sancito che la norma sull'esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici è tuttora in vigore e va applicata, essendo una legge dello Stato. Il ministro ha annunciato che la materia sarà presto disciplinata "in maniera chiara e certa".

IL CROCIFISSO –

"I crocifissi in un numero elevato di scuole sono stati defissi spesso per cause contingenti e in molti casi non sono stati più riappesi - ha ricordato Giorgio Rembado, presidente dell'Associazione nazionale presidi (Anp) -. Si tratta di una situazione di fatto quasi mai derivata da una presa di posizione della scuola, ma che contrasta con la norma concordataria che prevede l'affissione.

Lo stesso è accaduto per la foto del presidente della Repubblica".

Il Regio Decreto del 1928 che imponeva agli enti locali di fornire agli istituti il simbolo della cristianità e una legge successiva che stabiliva l'obbligatorietà dell'affissione della foto del Presidente, stampata dal Poligrafico dello Stato, sono andati in desuetudine negli ultimi decenni.


Il problema è esploso quando anche le scuole sono state coinvolte nelle proteste in nome della parità di tutti i cittadini, cattolici, atei o di altre confessioni, di fronte alla legge.

LE REAZIONI –

L'annuncio del ministro ha ridato fiato alle polemiche. L'Unione musulmani d'Italia, che da poco aveva rinnovato la richiesta di allontanare il crocifisso dagli edifici pubblici, reagisce duramente. "Stiamo prendendo provvedimenti - ha dichiarato il capo dell'Unione, Abdel Smith - ricorreremo ai tribunali e non escludiamo di portare il caso alla corte per i diritti umani di Strasburgo". Gli ebrei italiani hanno espresso preoccupazione per la proposta della Lega Nord.

"Avvertiamo il pericolo - dicono dalle comunità ebraiche - che questo provvedimento, se approvato, possa aprire la strada ad uno scontro di civiltà".

"Sul crocifisso nelle aule, il ministro Moratti offende laici e cattolici insieme, umiliando le intelligenze", ha affermato Mauro Romanelli, responsabile scuola dei Verdi. L'iniziativa è invece piaciuta a Baget Bozzo.

Il prete politologo ha affermato che il ministro difende il crocifisso non solo come simbolo di una confessione ma della civiltà dell'Occidente".

"La Moratti - ha osserva Riccardo Pedrizzi, responsabile di An per le politiche della famiglia - ha fatto chiarezza, sgombrando il campo dagli equivoci una volta per tutte e assumendosi un impegno ben preciso".

IL MINISTRO –

"Condivido pienamente e totalmente le parole del presidente Ciampi - ha detto il ministro Moratti - e sono felice che il presidente Ciampi abbia indicato che le risorse da destinare all'istruzione sono centrali nell'attività di governo".

E' la secca replica di Viale Trastevere agli esponenti del centrosinistra che hanno letto nel discorso del Capo dello Stato una critica all'operato del ministro. Giulio Benedetti

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I DECRETI

LE NORME

LE DISPOSIZIONI Regi decreti

Le disposizioni che consentono l'esposizione del crocifisso negli uffici pubblici risalgono a due regi decreti del 1924 e del 1928. Né i Patti Lateranensi, né il nuovo Concordato tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede contemplano in alcun modo la materia.

LE NORME

Il Consiglio di Stato

Le norme vigenti, secondo un recente parere del Consiglio di Stato, non costituiscono "motivo di costrizione della libertà individuale a manifestare le proprie convinzioni religiose". Il crocifisso, infatti, "è da considerare un valore universale"


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