martiri: AFGHANISTAN

Approfondimento e futuro aggiornamento di questa sezione si troverà, nel maggio 2005, sul sito: http://it.geocities.com/lorenzoscarola

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AFGHANISTAN

L'Afghanistan è purtroppo avvezzo ai conflitti.

L'invasione sovietica del 1979 portò la devastazione, ma la ritirata dell'esercito russo dieci anni dopo non riportò la pace.

Quel posto fu preso dai musulmani che innescarono una guerra civile che degenerò ben presto in una lotta crudele tra fazioni islamiche per la supremazia religiosa e politica.

Popolazione:

22.720.000 (2000)

Religione:

musulmani 97,89%, parsi 1,5%, induisti 0,35%, etnica tradizionale 0,10%, bahai 0,10%, cristiani 0,02%, sikh 0,02%, non religiosi 0,01%

Governo:

Non c'è un governo centrale funzionante. È amministrato da fazioni.

Gli estremisti islamici, principalmente di etnia pashtun talebana, ottennero nel 2001 il controllo di oltre il 90% del paese e imposero una stretta interpretazione della sharia, la legge islamica.

Tra l'altro furono messi fuorilegge giochi, cassette audio e video, televisione e così via. Le donne non potevano lavorare e le giovani non potevano frequentare le scuole.

Com'è noto il regime talebano è caduto nel novembre scorso in seguito all'intervento bellico statunitense.

Persecuzione:

I non musulmani non hanno diritto di riunirsi.

Nel 2001 venne stabilita la pena di morte per chiunque si convertisse dall'islam o cercasse di convertire un musulmano.

Opportunità missionarie:

Considerato uno dei paesi meno evangelizzati del mondo, l'Afghanistan conta 48.000 moschee ma pochissime chiese.

Ci sono 70 popolazioni mai raggiunte. Si parlano cinquanta lingue, ma soltanto due di esse hanno beneficiato della traduzione del Nuovo Testamento e di tre porzioni della Bibbia.

Afghanistan

POPOLAZIONE: 21.354.000

SUPERFICIE: 652.225 kmq

RELIGIONE: Musulmani sunniti: 75%, Musulmani sciiti: 24%

Nonostante non vi sia una Costituzione (già annunciata per la metà del 1999 ma non ancora emanata) vale la legge coranica, secondo la quale nessun culto è ammesso all'infuori dell'islam.

Sono scarsissimi i cristiani, costretti a svolgere esclusivamente lavoro di tipo sociale e non religioso. Secondo il World Evangelization Research Center il loro numero ammonta a 2.675 e le missioni sono 33.

Il regime dei talebani sunniti, che controlla la maggior parte del Paese, perseguita, oltre ai sikh e agli indù, anche i musulmani sciiti, visti come sostenitori dell'Alleanza del Nord, di cui fanno parte i mujahiddin, attestata nelle province settentrionali. Gli oppositori sciiti del governo (come riferisce Ahmed Rashid in Les talibans au coeur de la déstabilisation régionale, in "Le Monde diplomatique", novembre 1999) contestano da parte loro la concezione della jihad propria dei talebani, in quanto la legge islamica non consente l'assassinio di altri musulmani.

In un dossier dedicato al Paese e pubblicato da "Asia News" nel febbraio 1999, il giornalista Camille Eid afferma che "nel luglio '98, la radio ufficiale ha informato "tutti i cittadini autoctoni e stranieri" che la conversione dei musulmani è "strettamente vietata". Chiunque fosse preso in flagrante violazione di questa norma sarà sottoposto ai "castighi islamici"".

Inoltre, sono gravemente condizionate anche le attività internazionali: "le Ong, accusate di "diffondere propaganda anti talebana durante i corsi" devono assicurare due ore al giorno di "lezioni islamiche"".


"Un ruolo particolare - continua Eid - è giocato dal "Dipartimento per la Promozione della Virtù e la Prevenzione del Vizio", la polizia religiosa, diretto dal mollah Qalamuddin, forse l'uomo più potente di Kabul, e dal suo vice mollah Mohammed Sharif Haqqani; "Il nostro dipartimento, ammette Qalamuddin, conta migliaia di informatori nell'esercito, nei ministeri e negli ospedali, molti dei quali sono ragazzi.

Siamo un organismo autonomo e non chiediamo il parere del Ministero della giustizia o della Corte suprema per spere quel che dobbiamo implementare"".

Il rapporto 2000 di Human Rights Watch informa dell'emanazione di nuovi decreti nel mese di settembre 1999.

Il contenuto è, in parte, quello già anticipato dalla radio nazionale e ne sono interessati i non musulmani, ai quali è proibito costruire nuovi luoghi di culto, ma è concesso praticare la propria religione in quelli già esistenti.

Inoltre, si impone agli infedeli di rendere riconoscibili le loro case usando stoffa gialla, viene loro impedito di vivere con musulmani, mentre alle donne infedeli è prescritto l'uso di un abito giallo che permetta ai musulmani di tenerle a distanza.

Sul territorio nazionale esistono campi di addestramento per islamisti provenienti dalle ex repubbliche sovietiche dell'Uzbekistan, del Tagikistan e del Kirghizistan. Inoltre, vi dimora Osama Bin Laden, lo sceicco accusato di essere a capo di un'organizzazione terroristica che avrebbe compiuto numerosi attentati, tra i quali quelli del 7 agosto 1998 contro le ambasciate statunitensi della Tanzania e del Kenya.

Sul quotidiano "La Repubblica" del 31 dicembre 1999 appare un'intervista al fondatore del gruppo Ansar al sharia, lo sceicco egiziano Abu Hamza, raccolta da Magdi Allah ("Così addestriamo i terroristi di Allah"), nella quale il leader musulmano afferma che i terroristi che hanno tenuto sotto sequestro più di centocinquanta passeggeri di un aereo delle Indian Airlines dal 24 al 31 dicembre 1999 "sono dei professionisti addestrati al sequestro degli aerei da specialisti americani e britannici convertiti all'Islam che operano in Afghanistan".

Sempre secondo l'intervistato, "l'azione del commando che ha dirottato l'aereo indiano è avvenuta nel più scrupoloso rispetto dei precetti e della consuetudine religiosa e militare dell'Islam".

Secondo Alberto Negri (cfr. Filari di papaveri rossi finanziano gli integralisti, in "Il Sole-24ore" del 29 dicembre 1999), "il narcotraffico è la prima fonte di finanziamento dei Talebani ma anche di Osama Bin Laden e degli integralisti pakistani del Kashmir. [...]

I Talebani e la rete di Bin Laden sostengono senza riserve tutti i gruppi musulmani anti-occidentali e i guerriglieri del Kashmir.

Il narcotraffico finanzia quindi tre fronti: quello interno, dove i Talebani non hanno ancora vinto la resistenza del tagiko Massud, il Leone del Panshir, l'ultimo dei signori della guerra, il network terroristico di Bin Laden ramificato dal Medio Oriente, all'Europa, agli Stati Uniti, la guerriglia del Kashmir dove combattono migliaia di pakistani che avevano partecipato alla marcia su Kabul".

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EZECHIELE [CAP 28]

[25] Così dice il Signore Dio; «Quando avrò radunato gli Israeliti di mezzo ai popoli fra i quali sono dispersi, io manifesterò in essi la mia santità davanti alle genti: abiteranno il paese che diedi al mio servo Giacobbe, [26] vi abiteranno tranquilli, costruiranno case e pianteranno vigne; vi abiteranno tranquilli, quando avrò eseguito i miei giudizi su tutti coloro che intorno li disprezzano: e sapranno che io sono il Signore loro Dio».


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Dio si nasconde, perché gode di essere trovato:
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